
Un centro di smistamento dei pacchi dell’e-commerce (archivio)
Pistoia, 2 giugno 2024 – “Non fate arrabbiare l’avvocato". È proprio il caso di dirlo, considerando che per il mancato rimborso di un costume da bagno di marca ha fatto fallire il ramo Italia di Farfetch, una delle più grandi piattaforme globali di vendita online di beni di moda, lusso e design, che vende prodotti di oltre settecento brand, boutique e marchi di tutto il mondo.
Una storia incredibile quella che viene da Pistoia. Protagonista l’avvocato Elena Baldi, che due anni fa, a luglio del 2022, aveva acquistato online un costume da bagno da donna proprio sulla piattaforma di moda. Valore della merce 260 euro. Dfficile immaginare cosa avrebbe fatto un’avvocatessa per vedere riconosciuti i suoi diritti di consumatrice. Perché quel capo di lusso, in realtà, non le è mai arrivato. "Il corriere mi ha consegnato il pacchetto in tempi rapidi – racconta l’avvocato Baldi – peccato che fosse vuoto. Cioè dentro c’erano solo dei depliant".
Immediato è scattato il reclamo, per le vie che tutti noi, ormai abituati a fare shopping online, conosciamo. La mail inviata all’ufficio clienti, la spiegazione del mancato recapito e la richiesta di rimborso o di invio della merce. "Ci dispiace ma è tutto in regola. La consegna è avvenuta senza errori. Perciò non le possiamo accreditare la cifra pagata". Questa, in poche parole, la risposta che l’avvocato Baldi ha avuto dal servizio clienti di Farfetch. E tanti saluti, verrebbe da dire.
Ma lei , certa della sua ragione, ha deciso di andare avanti. E così ha fatto causa al colosso della moda. Ottenendo una prima ragione dal giudice di pace di Pistoia. La sentenza è arrivata a novembre del 2023: la Farfetch Italia srl è stata condannata a un risarcimento in favore della cliente pistoiese di 260 euro più le spese legali. Fin qui tutto bene. Ma quei soldi non sono mai arrivati.
E allora l’avvocato Baldi non si è arresa. "A quel punto era diventata una questione di principio. Dovevo andare avanti. Il loro ignorarmi dall’alto della potenza mi aveva indispettito. Ho perciò depositato la richiesta di liquidazione giudiziale. Un’enormità, per un fatto del genere, ma volevo essere coerente". E qualcuno, nel tribunale di Milano, le ha dato ragione.
Fatto sta che la Fareftch Italia è stata dichiarata fallita poco dopo. La ragione di una conseguenza simile sta, evidentemente in altre mancanze del ramo italiano della piattaforma globale: ovvero "il mancato deposito del bilancio 2022, l’ingente perdita di esercizio", "l’ingente ammontare di debiti a breve termine", e infine "l’incapacità a far fronte ad un unico debito di modeste dimensioni", come scrivono i giudici della Seconda Sezione civile del Tribunale di Milano, nella sentenza dello scorso 16 maggio, per l’apertura di liquidazione giudiziale. "Tanto è bastato a darmi ragione – commenta soddisfatta l’avvocato Baldi – Ovviamente i legali di Farfetch Italia ora potranno procedere presentando documenti comprovanti lo stato di salute dell’azienda, ma per ora, potete controllare online, l’azienda risulta fallita. Mai far arrabbiare una donna, dico io!".