REDAZIONE PISTOIA

Carenza di medici di base a oltranza. A ottobre il bando per i ’corsisti’

L’intera provincia pistoiese soffre: dopo la città, posti vacanti in Montagna, Quarrata e Monsummano. L’ultima carta per intercettare gli specializzandi è l’apertura in autunno del terzo percorso di ricerca. .

PISTOIA

Continua la carenza di medici di famiglia su tutto il territorio provinciale pistoiese. Le zone più in sofferenza, dove già nei mesi scorsi era stato bandito il maggior numero di posti, restano la Montagna e i comuni di Quarrata e Monsummano, anche se di incarichi vacanti ce ne sono anche nel capoluogo. Ad aprile era stato pubblicato il primo bando con valenza regionale proprio per cercare di coprire le ‘zone carenti’, ma senza i risultati sperati. Due mesi fa è stata la volta di quello aperto ai medici di tutta Italia, ma anche in questo caso la carenza è tutt’altro che risolta. L’ultima ‘carta’ per intercettare medici di famiglia da destinare alle zone che ne sono sprovviste arriverà a ottobre, quando verrà aperto un terzo percorso di ricerca, questa volta riservato ai cosiddetti ‘corsisti’, ovvero ai medici specializzandi. Per loro è prevista anche la possibilità, al termine del percorso di specializzazione, di conservare gli incarichi assunti.

Difficile comunque pensare di riuscire a risolvere in tempi brevi l’ormai drammatica carenza di medici di medicina generale. Secondo i calcoli (probabilmente ottimistici) dell’Asl la situazione nella provincia di Pistoia potrebbe tornare in una sorta di equilibrio nel giro di un paio d’anni. Ma sono in molti a pensare che il tempo necessario sarà molto di più. Il problema principale è dovuto al fatto che dal Covid in poi sono andati in pensione molti dei medici di medicina generale che erano entrati in servizio agli inizi degli anni Ottanta e il sistema attuale non è in grado di rimpiazzare quei numeri così importanti con nuovi innesti. Un problema, quello della mancanza di medici di famiglia, che ha dirette conseguenze sui cittadini ma anche sul carico di lavoro per i professionisti.

E’ necessario ricordare che il medico di medicina generale non è un dipendente dell’Asl, ma un libero professionista le cui prestazioni sono regolate da una accordo collettivo nazionale, uno regionale e da eventuali accordi integrativi locali per ogni singola Asl. Tali accordi prevedono che ogni medico di famiglia sia tenuto a ricevere nel suo studio cinque giorni a settimana: l’orario delle visite viene scelto a seconda del numero e della tipologia dei suoi assistiti. Numero di pazienti che è stabilito in 1.500 a medico, salvo specifiche autorizzazioni (in particolare, appunto, nelle ‘zone carenti’) che possono far arrivare a 1.800 le persone seguite da un singolo medico di medicina generale.