Carenza di manodopera. Ecco l’allarme di Cna: "Nel giro di cinque anni meno 13mila addetti"

Il preoccupante quadro su Pistoia e Prato emerge dall’indagine ’mismatch’. Alla base del problema dell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. c’è in primis il gap generazionale. E l’associazione lancia il progetto "Futurarti".

Carenza di manodopera. Ecco l’allarme di Cna: "Nel giro di cinque anni meno 13mila addetti"

Carenza di manodopera. Ecco l’allarme di Cna: "Nel giro di cinque anni meno 13mila addetti"

Nel quadro di grande incertezza occupazionale e di crisi economica che attanaglia l’area metropolitana, si va ad inserire una analisi alquanto preoccupante che esce dall’ultimo rapporto "Mismatch" realizzato da Cna Toscana Centro: da oggi al 2028, fra Pistoia e Prato si assisterà ad una assenza di figure occupazionali sul mercato del lavoro di oltre 13mila unità. Di queste, diecimila saranno operai, tremila tecnici e mille impiegati.

Cosa pensare di fronte a questi numeri? Che le risorse, da parte degli imprenditori, potrebbero anche esserci per imporsi sul mercato e migliorare ma, semplicemente, andrà a mancare la manodopera. E quali cause ci sono alla base di questa situazione emergenziale? Innanzitutto la diminuzione numerica delle giovani generazioni, con un gap nelle due province fra chi potrebbe entrare in occupazione e chi è pensionabile, di oltre 28mila persone.

A questo ci si aggiunge la progressiva diminuzione della popolazione in età scolastica e lavorativa sul nostro territorio. Il tutto, come detto, in un comparto manifatturiero che dal punto di vista economico potrebbe vedere prospettive che permetterebbero un’ulteriore crescita. "Proponiamo da tempo sui tavoli istituzionali – dicono da Cna Toscana Centro – delle soluzioni al problema del ’Mismatch’ e interventi di carattere collettivo, a partire da un miglioramento della regolamentazione dell’apprendistato, una più efficace alternanza scuola lavoro e la rapida attivazione dei fondi regionali per formazione e lavoro, ma ora è opportuno fare un passo avanti per tentare di capire a fondo le esigenze di manodopera delle imprese".

Ci si trova, pertanto, di fronte ad uno scenario apocalittico e che rappresenterebbe, se non si interviene in maniera capillare, la possibilità di mettere a rischio tutto il sistema produttivo, visto che si va ad intaccare settori fondamentali per il manifatturiero. Per cercare di trovare un cambio di marcia, in questo contesto Cna Toscana e Simurg ricerche hanno deciso di creare il progetto "Futurarti" che vuole creare un ponte fra domanda ed offerta di lavoro partendo dal realizzare, per le aziende che aderiranno all’iniziativa, un’accurata indagine online.

Anche perché, da uno studio fatto da Unioncamere in Toscana, infatti, emerge che con l’attuale offerta formativa nei prossimi cinque anni si arriverà a soddisfare solo il 60% della domanda potenziale, con criticità maggiori nei settori trasporti e logistica, costruzioni, sistema moda, meccatronica, meccanica ed energia. "Ecco perché – concludono da Cna Toscana Centro – sono necessarie azioni mirate per evitare l’enorme gap di manodopera che rischia di crearsi per la massiccia uscita dal mondo del lavoro dei nati negli anni 60-70 che sono il doppio di coloro che, nati dal 1990 al 2010, dovrebbero sostituirli".

red.pt