Alessandro Tomasi (archivio Castellani)
Alessandro Tomasi (archivio Castellani)

Pistoia, 13 maggio 2020 - Sono tempi bui per i Comuni di tutta ltalia, e per quelli del nostro territorio non c’è eccezione. La falce del coronavirus, con l’esplosione delle spese e delle richieste di contributi, accompagnate dalla contrazione delle entrate che derivano dalle attività economiche e dalle possibilità di spesa delle famiglie, rischia di fare saltare i bilanci comunali, già storicamente in affanno. E se alcuni sindaci, come quello di Firenze, ha già indicato alcune misure di risparmio come lo spegnimento di molti lampioni, a Pistoia uffici e giunta sono al lavoro per sciogliere uno dei nodi più grossi che si siano mai presentati nella storia della contabilità cittadina.

All’appello, secondo le stime fatte finora, mancherà infatti la bellezza di 12 milioni di euro, a fronte di un bilancio complessivo di circa 85 milioni. Migliaia saranno, già dai prossimi mesi, i pistoiesi che perderanno il lavoro o vedranno ridurre drasticamente i propri redditi: gli introiti del Comune da addizionale Irpef subiranno una forte flessione, così come, c’è da aspettarsi, la richiesta di servizi individuali. Ci saranno meno imprese attive e quelle esistenti faranno meno profitti: altra cura dimagrante per le casse di Palazzo di Giano. Allo stesso tempo, per cercare di arginare la moria di attività economiche, la giunta ha previsto esenzioni al canone di occupazione di suolo pubblico. Il Comune di Pistoia rinuncia così a un introito di circa 520mila euro, determinato proprio dal mancato incasso del Cosap. Al vaglio degli uffici, anche l’ipotesi di esentare dal pagamento del Cosap tutte le occupazioni legate a interventi di edilizia privata, così da agevolare la ripartenza del settore edilizio. Da questa misura, potrebbe derivare un ulteriore riduzione degli introiti di 250mila euro.

Altra voce ’meno’ quella sulla tariffa sui rifiuti. Ridotti all’osso, almeno fino alla fine dell’anno saranno anche gli incassi della tassa di soggiorno, a causa del prevedibile azzeramento del settore turistico. Se, per Pistoia, il problema non è nemmeno paragonabile a quello di Firenze, è comunque un grattacapo in più. Dunque? Come si intende fare fronte a questo quadro? Esclusa l’ipotesi di tagliare i servizi, si punta a ridurre alcune spese. Per il momento, l’assessore al bilancio Margherita Semplici, senza anticipare dettagli, dice che "sono allo studio altre manovre fra quelle previste dalla legge". Cruciale è poi considerata la decisione del Governo di prevedere forti trasferimenti di risorse agli enti locali.

red.pt.
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