Cristiana Capecchi
Cristiana Capecchi

Pistoia, 27 febbraio 2019 - Quel dolore al petto che da alcuni giorni la opprimeva e quella difficoltà a respirare che andava avanti da un paio di settimane e che l’aveva portata prima dal medico di famiglia e dalla guardia medica, quindi per ben tre volte al pronto soccorso. Poi, domenica sera, la situazione precipita: una nuova crisi respiratoria, la chiamata al 118 e la corsa all’ospedale San Jacopo di Pistoia, dove arriverà intorno alle 20,30 in arresto cardiaco, e i tentativi inutili di rianimarla. Una morte apparentemente inspiegabile quella di Cristiana Capecchi, 28 anni, ragazza piena di vita, impiegata in un’azienda vivaistica e volontaria all’interno di un’organizzazione di Amarante, in Portogallo.

Per fare chiarezza, l’Asl Toscana Centro ha immediatamente disposto i passaggi previsti dal protocollo. Martedì pomeriggio il direttore del dipartimento di emergenza urgenza ha convocato un audit clinico interno con il Dipartimento di emergenza e accettazione di Pistoia e con gli operatori medici. Sulla vicenda non è stato aperto, ad ora, alcun fascicolo dalla Procura, ma questa mattina si svolgerà l’esame autoptico disposto dall’azienda sanitaria, al quale sarà presente anche il medico legale incaricato dalla famiglia della ragazza, il dottor Giuliano Piliero. «Sarò presente come osservatore – spiega il dottor Piliero –. In questi casi la legge prevede che la famiglia possa nominare un proprio consulente, perché assista agli accertamenti diagnostici».

La famiglia della ragazza, il babbo anche lui vivaista, la mamma e la sorella, che vivono in una casa tra i boschi nel comune di Marliana, è chiusa nel proprio dolore. Ma che cosa è accaduto domenica e soprattutto nei giorni precedenti a quella tragica sera? Ci sono tanti aspetti da chiarire. Sembra che alla ragazza fosse stata diagnosticata la polmonite e fosse stata prescritta una cura antibiotica. Nessuno degli accertamenti svolti al pronto soccorso avrebbe evidenziato nulla di preoccupante. La ragazza sarebbe stata sottoposta a radiografia, elettrocardiogramma e analisi del sangue. E c’è chi dice che il giorno prima della morte Cristiana sia stata vista giocare in giardino con il suo cane. Segno che evidentemente si sentiva meglio.

Ma la situazione che si sono trovati davanti i medici del 118 e i volontari della Misericordia, al loro arrivo a Marliana, era già assai compromessa: Cristiana non respirava autonomamente, tanto che è stato necessario intubarla. Le manovre di rianimazione sono iniziate subito, e sono proseguite durante la corsa dal paesino collinare fino in ospedale, grazie al dispositivo Lucas. Nelle stanze di emergenza del pronto soccorso la ragazza è stata presa immediatamente in carico dal cardiologo e dal rianimatore, che alla fine hanno dovuto constatarne il decesso.