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Pistoia, 4 novembre 2014 - SONO stati filmati mentre uscivano dall’ufficio senza timbrare il badge, un giorno dopo l’altro. E hanno accumulato ore di lavoro non svolto ma regolarmente pagato. Così sotto inchiesta sono finiti alcuni dipendenti pubblici: si tratta di 18 impiegati della Prefettura di Pistoia che, ieri mattina, sono stati raggiunti dagli avvisi di conclusione delle indagini della Procura. L’inchiesta risale al 2011: a farla scattare l’esposto di un cittadino. Da quel momento, per diversi mesi, i carabinieri avrebbero sorvegliato chi entrava e chi usciva dagli uffici, attraverso telecamere nascoste che puntavano l’occhio sull’ingresso del palazzo della Prefettura di piazza del Duomo, registrando tutti i movimenti degli impiegati.

IL REATO contestato è quello di truffa aggravata ai danni dello Stato e la violazione dell’articolo 55 quinques del decreto legislativo 195 del 2001, testo unico sul pubblico impiego, modificato nel 2009, che ha introdotto una sanzione penale per i dipendenti pubblici che inducono in errore la pubblica amministrazione, alterando le modalità di rilevamento delle ore di servizio coperte. Stringato il commento del prefetto Mauro Lubatti, affidato al capo di gabinetto: «L’ufficio non ha ricevuto ancora alcuna comunicazione ufficiale».

TUTTI GLI IMPIEGATI raggiunti dagli avvisi di conclusione delle indagini sono ancora in servizio tranne una persona che, nel frattempo, è andata in pensione e un altro dipendente che è stato trasferito. Diverse, però, le condotte contestate: alcuni dipendenti si sarebbero allontanati dal posto di lavoro per motivi personali senza timbrare il badge, altri invece per motivi di servizio, ma senza introdurre il codice identificativo specifico. Per questi tutto potrebbe risolversi con una sanzione amministrativa. Fuori dal palazzo della Prefettura, ieri mattina, la gente usciva dagli uffici di fretta, qualcuno allungava il passo, evitando di commentare l’accaduto o abbassando lo sguardo. Ognuno dei 18 impiegati avrà tempo 20 giorni per presentare una memoria difensiva e chiedere di essere ascoltato, in modo da chiarire la propria posizione.