MICHELE BUFALINO
Sport

"Essere più forti degli avversari è anche un fattore di mentalità"

L’allenatore nerazzurro, il momento non positivo e quella voglia di cambiare le cose già contro la Feralpisalò "Un gruppo importante nel quale credo fermamente. Dobbiamo essere bravi a gestire due partite ravvicinate".

"Essere più forti degli avversari è anche un fattore di mentalità"
"Essere più forti degli avversari è anche un fattore di mentalità"

Una doppia trasferta per ritrovare i tre punti che mancano dall’esordio in campo contro la Sampdoria. Quella di Piacenza contro i leoni del Garda della Feralpisalò è l’occasione giusta per provare a lasciarsi alle spalle problemi ancora presenti per stessa ammissione del tecnico nerazzurro Alberto Aquilani: "C’è una componente fisica da considerare, ma anche un aspetto psicologico – analizza il tecnico, tornando sulla prestazione col Bari –, e la sensazione è che la vittoria che non arrivi in casa ci faccia avere forse più paura di vincere che di perdere". Uscire da questo impasse si può e si deve: "Dobbiamo avere la mentalità di essere più forti degli avversari, ma se ciò non avviene non bisogna prendere gol come quelli presi contro Bari - continua l’allenatore -, Modena e Parma, perché in quei casi c’erano tutte le condizioni per non subirli. Ecco perché con per la partita con la Feralpisalò dico che non è importante con chi giochiamo, ma la mentalità con cui affrontiamo le partite. Quella di oggi sarà per noi come una finale". Non cerca infatti giustificazioni l’allenatore del Pisa, neanche sugli infortuni: "Le defezioni di Tramoni e D’Alessandro ci hanno messo in difficoltà - ammette il tecnico -. Sono calciatori dalle caratteristiche uniche e ci mancheranno, però non vogliamo negatività. Non deve entrare nello spogliatoio, quindi non dobbiamo piangerci addosso. Ho a disposizione un gruppo di giocatori importanti e sono convinto che queste assenze non peseranno. Ho grande fiducia nel gruppo".

In difesa Aquilani ha l’imbarazzo della scelta perché sono tornati, di fatto, tutti a disposizione. "Abbiamo più scelta e due partite ravvicinate, ma giocherà chi sarà pronto per l’una e l’altra partita - prosegue il tecnico, che poi analizza i rientri in gruppo di Torregrossa e Caracciolo -. Ernesto e Antonio sono pronti, ma stanno fuori da tanto tempo. Vanno gestiti. A volte essere ‘pronti’ non è sufficiente, i giocatori per giocare con il nostro modulo devono essere atletizzati al 100%. Detto questo però, domani possono giocare". La sensazione è che, almeno l’italo-venezuelano, possa giocare a partita in corso. Sulle fasce, confermato Beruatto, potrebbe tornare anche Barbieri a destra, ma Calabresi con il Bari ha fatto molto bene. A centrocampo Marin e Miguel Veloso dovrebbero essere confermati dal primo minuto, mentre sulla trequarti potrebbe essere il turno di Vignato accanto a Mlakar e Arena. Unica punta potrebbe essere, ancora una volta, Moreo: "Moreo è un esempio per come si sacrifica e il lavoro che svolge senza palla. A volte dovrebbe addirittura gestire meglio le energie". Uno dei problemi da risolvere però è anche il poco ricorso al tiro: "è un dato di fatto, tiriamo poco in porta - ammette Aquilani, -. Dobbiamo essere più pericolosi e ci manca incisività. Mi piacerebbe giocare come abbiamo giocato la prima mezzora contro il Bari, ma dobbiamo saper soffrire".