Il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina
Il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina

Pisa, 18 agosto 2018 - «Così non si può partire, non ci sono le condizioni per cominciare il campionato sabato 1 e domenica 2 settembre: rischiamo il caos totale». La decisione sarà ratificata, verosimilmente, mercoledì 22 agosto dall'assemblea dei club di serie C, ma per il presidente della terza professionistica Gabriele Gravina il dado è già tratto: l'inizio del campionato, che sarebbe dovuto partire sabato 25 agosto e che era già stato spostato al 1 settembre, slitta ancora. Probabilmente al 15 settembre.

Dunque proprio non ci sono le condizioni per cominciare fra due settimane?
«Assolutamente no. Le dico di più: in questo momento non siamo neppure in grado di comporre gironi e calendari e, verosimilmente, dovremmo posticipare anche quelli. Ci sono sei società iscritte alla Lega Pro che hanno chiesto l'ammissione in soprannumero al campionato cadetto: proprio stamani (ieri ndr) mi è arrivata anche la domanda dell'Entella che è andata ad aggiungersi a quelle di Catania, Novara, Pro Vercelli, Siena e Ternana».

Alla luce di questo, qual è lo scenario più realistico?
«Penso proprio che si debba andare a dopo il 7 settembre, quando saranno arrivate le decisioni del Collegio di Garanzia del Coni, chiamato a pronunciarsi sull'abolizione dei ripescaggi in serie B. Subito dopo faremo i calendari e le settimana successiva, finalmente, le squadre potranno scendere in campo e iniziare i campionati».

«Penso proprio che si debba andare a dopo il 7 settembre, quando saranno arrivate le decisioni del Collegio di Garanzia del Coni, chiamato a pronunciarsi sull'abolizione dei ripescaggi in serie B. Subito dopo faremo i calendari e le settimana successiva, finalmente, le squadre potranno scendere in campo e iniziare i campionati».

Quindi si andrà al 15 settembre?
«Non vedo alternative. S'immagina che cosa potrebbe accadere se dovessimo partire l'1 e il 2 settembre con alcune società che, di lì a qualche giorno, saranno ammesse in serie B? A campionato in corso, dovremmo rifare i gironi e i calendari, annullare risultati acquisiti sul campo nelle prime giornate e prevedere recuperi. Un caos ancora maggiore di quello attuale».

Ma davvero il Collegio di Garanzia potrebbe decidere l'immediato ripescaggio in B di qualche club?
«E' una possibilità che non possiamo assolutamente escludere. Non l'ho fatto nemmeno l'onorevole Franco Frattini, che presiede il collegio».

Quella della Lega Pro, dunque, non è una protesta nei confronti delle decisioni del commissario straordinario della Figc Fabbricini?
«Non è un mistero che non abbiamo condiviso molte decisioni che ha preso, ma non è questo il motivo per cui, verosimilmente, sarà necessario far slittare ancora l'inizio dei campionati. Ripeto: in questo momento dovremmo compilare gironi e calendari con ben sei incognite. Francamente mi sembra impossibile».

Con le società si è già confrontato?
«Ci siamo sentiti in queste ore e continuiamo a farlo: sto riscontrando un consenso molto ampio sull'idea di rinviare l'inizio dei tornei di serie C».

Due giorni fa, però, il presidente del Pisa Giuseppe Corrado è intervenuto per chiedere di deporre l'ascia di guerra e cominciare subito.
«Ho letto e stamani (ieri ndr) l'ho cercato: capisco le sue ragioni, ma gli ho spiegato che proprio non ci sono le condizioni cominciare. Aggiungo che, partendo prima della decisione del Collegio, rischiamo anche richieste di risarcimento dei danni da parte delle società che hanno presentato ricorso».

La convince, invece, l'idea lanciata dal patron nerazzurro di compensare i mancati ripescaggi distribuendo alla serie C i contributi che sarebbero spettati alle tre società non ammesse in cadetteria?
«In linea di principio sono d'accordissimo. Però vedo un ostacolo non semplice da aggirare: il motivo per cui la Lega di B ha deciso di rinunciare ai ripescaggi riducendo il numero delle squadre partecipanti al campionato è proprio quello di aumentare la quota parte dei contributi spettante a ciascuna società. Mi sembra difficile che possano essere d'accordo».