ILARIA VALLERINI
Pisa

La guerra dei tavolini a Pisa. Multe da 173 euro e 5 giorni di sto

Cosa prevede l’ordinanza sull’occupazione temporanea di suolo pubblico e cosa rischia chi sgarra

L'ordinanza della discordia a Pisa

L'ordinanza della discordia a Pisa

Pisa, 30 agosto 2024 –  C’è chi ha tolto le fioriere, chi tavolini, sedie e ombrelloni, altri ancora i pannelli che pubblicizzavano l’aperitivo o il menù turistico. Sono stati giorni di fuoco per le attività del centro storico (e non solo) dopo il ‘blitz’ degli agenti della polizia municipale chiamati a pizzicare gli ‘irregolari’ del suolo pubblico, finora 17. Una conta probabilmente tesa ad aumentare nelle prossime settimane. Si parte dalle occupazioni selvagge fino ad arrivare alle più piccole irregolarità, come un tavolino che sfora con i metri quadri all’esterno dell’esercizio pubblico. Controlli, a cui è seguita una pioggia di sanzioni amministrative (da un minimo di 173 euro, 121,10 euro se pagata entro 5 giorni), oltre alla discussa chiusura forzata di 5 giorni (che può raddoppiare in caso di recidiva annuale) con conseguente perdita di incassi.

Le zone? Diverse nel centro storico come via San Martino, piazza Dante, via Ceci, Corso Italia. Nessuno in piazza della Pera, oggetto di recente ordinanza anti-malamovida, che tante polemiche aveva suscitato a Ferragosto. Al netto delle segnalazioni di attività obbligate a tirare giù le saracinesche per cinque giorni c’è da chiedersi cosa sia cambiato. Riavvolgiamo il nastro per capire cosa sta accadendo.

È del novembre 2019 l’ultima ordinanza comunale che regolamenta l’occupazione di suolo pubblico a Pisa, tornata in vigore dopo la parentesi di gratuità nel periodo dello stato di emergenza Covid e delle deroghe susseguitesi in materia. Questa ‘nuova’ fase di controlli a tappeto trova in parte spiegazione nella recente ricostituzione del servizio di polizia annonaria da parte della polizia municipale in accordo con il Comune. Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede l’ordinanza 2019. «Il regolamento ordina di procedere a carico di chiunque occupi il suolo pubblico, all’interno del centro storico di Pisa, di piazza della Stazione, di viale Gramsci, e per fini di commercio, senza alcun titolo autorizzativo rilasciato dal Comune», si legge nel documento. «Nei successivi cinque giorni consecutivi alla trasmissione del verbale di violazione, il dirigente del Suap procederà all’applicazione della sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio commerciale o del pubblico esercizio per un periodo di cinque giorni e comunque sino al completo ripristino dello stato dei luoghi».

In caso di «reiterazione della violazione specifica nell’arco di un anno», poi, «la chiusura dell’esercizio è raddoppiata rispetto a quella precedentemente comminata». «Il provvedimento di temporanea sospensione del titolo all’esercizio dell’attività (licenza o Scia) e contestuale chiusura temporanea dell’esercizio medesimo, è esecutivo dal settimo giorno successivo a quello della sua notificazione». Contro il provvedimento è ammesso «il ricorso al Tar Toscana entro 60 giorni dalla pubblicazione o il ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni«. E’ già bufera sulla questione, non tanto sui controlli «che sono sacrosanti», come ripetono da Confcommercio, ma ciò che stride è «la chiusura forzata di un’attività per cinque giorni, oltre alla multa, una sanzione sproporzionata rispetto alla violazione contestata».