Un maxi sequestro, parliamo di 62 mila prodotti da fumo e di 3 mila borse, avvenuto in un’attività commerciale nel cuore di Pomarance grazie ai controlli a tappeto effettuati dai militari delle Fiamme Gialle della Tenenza di Volterra. Un’operazione che la guardia di finanza ha condotto con un obiettivo chiaro e distinto, ossia tutelare la normativa inerente le imposte sulla produzione dei prodotti soggetti ad accisa. Ed a finire nei guai e nel mirino del blitz della finanza, è un rivenditore la cui...

Un maxi sequestro, parliamo di 62 mila prodotti da fumo e di 3 mila borse, avvenuto in un’attività commerciale nel cuore di Pomarance grazie ai controlli a tappeto effettuati dai militari delle Fiamme Gialle della Tenenza di Volterra. Un’operazione che la guardia di finanza ha condotto con un obiettivo chiaro e distinto, ossia tutelare la normativa inerente le imposte sulla produzione dei prodotti soggetti ad accisa. Ed a finire nei guai e nel mirino del blitz della finanza, è un rivenditore la cui attività insiste nel Comune di Pomarance e che, in soldoni, commercializzava prodotti da fumo senza alcuna autorizzazione e borse sprovviste del marchio di conformità.

Ed ecco i dettagli dell’operazione effettuata a Pomarance prima che in Toscana scattasse la zona rossa: l’intervento dei finanzieri ha permesso di rinvenire e sequestrare oltre 62 mila accessori utilizzati per il confezionamento di prodotti da fumo, per i quali la vendita è consentita esclusivamente nelle rivendite autorizzate e quindi in possesso della prevista licenza. Dunque, l’attività di Pomarance vendeva ai clienti, senza lo straccio di un’autorizzazione e quindi in maniera del tutto abusiva, prodotti senza apposite licenze.

Le Fiamme Gialle hanno infatti accertato che nel negozio, destinato usualmente alla vendita di prodotti di articoli per la casa, di abbigliamento e di altri generi, venivano commercializzati filtri, cartine ed altri accessori per fumatori che, dal primo gennaio scorso, possono essere immessi in commercio solo da esercizi autorizzati dai Monopoli di Stato. Ebbene, una violazione in piena regola, di natura amministrativa, scovata durante i controlli dei finanzieri e per la quale è prevista una sanzione pecuniaria che oscilla dai 5 mila ai 10 mila euro, oltre alla segnalazione all’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Pisa che potrà anche disporre la chiusura dell’esercizio commerciale fino ad un tempo massimo di 30 giorni. Ma c’è di più.

Nel corso del servizio effettuato dalle Fiamme Gialle, sono state inoltre individuate circa 3 mila borse di vari formati, prive delle indicazioni di sicurezza previste dal ‘codice del consumo’, che sono state sottoposte a sequestro in quanto ritenute non sicure per gli acquirenti. Accessori completamente privi di ogni tipo di certificazione per determinare il materiale, la provenienza e la composizione del prodotto e che quindi la finanza ha provveduto a confiscare al titolare del negozio. Continua insomma la lotta serrata della Finanza per la difesa dei marchi a tutela dei consumatori.

Ile. Pis.