Pisa, 19 novembre 2014 - IL PASTICCIO delle ex Stallette arma le opposizioni di Palazzo Gambacorti che ora non risparmiano colpi contro il Pd e i suoi alleati al governo della città. Il caso è scoppiato e scotta, e le minoranze non perdonano alla maggioranza di essersi defilata dal controllo di una questione nodale come quella delle Stallette e anzi di aver «ostacolato in tutti i modi la trasparenza e gli interessi dei cittadini». Raffaele Latrofa (Ncd), Gino Logli (Fi-Pdl) e Valeria Antoni (M5S), da mesi in trincea sul caso Stallette, offrono ai consiglieri della maggioranza la possibilità di «assumersi le loro responsabilità e di dimostrare che non sono stati eletti soltanto per fare gli alza-palette in Consiglio», attacca Logli, che invita alla trasparenza e chiede che sia diffusa senza vincoli né limiti la relazione del Rup, un pieno atto di accusa per uffici e politici chiamati a vigilare: «Questa segretezza è insensata. Non c’è alcun nocumento, se non alla verità». I tre consiglieri confidano in un sussulto di responsabilità da parte del Pd che sarà di nuovo chiamato a votare per l’istituzione di una commissione d’indagine, mentre la faccenda è già sul tavolo della Procura.

E presto arriverà all’Autorità nazionale anticorruzione, come annuncia Latrofa: «Il fatto che Serfogli abbia portato in Procura la relazione, dimostra che c’è molto su cui indagare. Ma ci chiediamo perché l’assessore il 24 ottobre ha portato il caso in Procura senza poi comunicarlo nella seduta di 15 giorni dopo quando, da esponente Pd, ha caldeggiato il voto contrario alla commissione d’indagine?». Incalza la Antoni: «Perché il 9 ottobre 2013 l’assessore viene in commissione dicendo che i lavori proseguono, mentre nella relazione risulta che i lavori erano fermi da prima dell’estate e sul cantiere non ci sono operai? E perché – chiede la grillina – il 24 aprile 2014, dopo che la ditta ha firmato il concordato preventivo, si percepisce che qualcosa scricchiola, ma si aspetta solo il 7 ottobre per chiedere l’assestamento di bilancio di 490mila euro? Chi doveva controllare e vigilare non lo ha fatto». 

«La maggioranza ci accusa – si sfoga Logli – di aver sollevato un polverone, ma la realtà la contraddice. Vogliono occultare la verità. Tutta la responsabilità è nella politica che per anni ha gestito le nomine di dirigenti e macrostrutture. Il Rup, il depositario del controllo, nella relazione ammette di non essere in possesso di tutti gli atti sulle Stallette. E lascia che sia la ditta subentrante ad accorgersi che non torna nulla e che manca una cosa basilare come le finestre. Questo è il livello di controllo?». E Latrofa: «Da sei mesi chiediamo i piani di gestione di tutti i Piuss trasmessi alla Regione per chiedere i finanziamenti. E da mesi ci vengono negati. Perché?». Parole come macigni per il Pd: «I consiglieri non hanno ritirato la relazione pensando di incastrarci, certi che la relazione Stallette sarebbe stata divulgata e di poterci incolpare, e rimandando la discussione in commissione controllo e garanzia», spiega Logli. «Peccato – continua Latrofa – che, proprio in commissione, hanno fanno marcia indietro, e il rappresentante della Lista civica In Lista per Pisa, Ventura, ha chiaramente affermato di non volersi occupare del caso Stallette. Il Pd e la maggioranza usano i loro numeri per schiacciare la verità».