
La signora Alberta Gallitto, 61 anni
"Sono entrata al pronto soccorso per un problema e ne sono uscita con dieci in più. Da oltre un mese e mezzo mi ritrovo senza forze e quasi incapace di camminare e muovermi. Ho visto la morte con gli occhi". Una puntura in ospedale le ha cambiato la vita in un secondo. È la drammatica disavventura di Alberta Gallitto, 61enne di origine siciliana ma residente da anni a Vicopisano che dall’inizio di novembre si è ritrovata costretta a letto dopo un ricovero in ospedale.
Prima ancora dell’alba del 3 novembre, Gallitto, operatrice socio-sanitaria sofferente di ipertensione diabetica, si è recata al pronto soccorso di Cisanello per farsi controllare a causa della pressione alta. I medici, racconta la donna, "senza consultare la cartella clinica per le allergie mi hanno fatto alcune punture che mi hanno causato uno choc anafilattico. Ho perso conoscenza per un giorno interno e, dopo un ricovero in terapia intensiva, sono tornata a casa con edemi su viso, corpo e gambe".
Da quel momento, però, la vita della 61enne è cambiata radicalmente, al punto che non riesce più ad alzarsi dal letto. "Ho iniziato a stare male ogni giorno, vedendomi costretta a stare sdraiata. Non ho più la forza di camminare perché non sento i miei piedi, ho gli occhi che restano socchiusi e sono pieni di croste, la vista è opaca, lo stomaco mi fa male, la lingua è gonfia e mi rende difficile parlare, le mani mi tremano al punto che non riesco a reggere il telefono e non sento più caldo o freddo. Sono stata distrutta e dall’ospedale non mi hanno fatto sapere niente".
Dallo choc anafilattico, Gallitto ha cercato di capire quale potesse essere stato il farmaco che le ha causato la pesante reazione allergica, ma senza alcuna risposta certa. "A Cisanello mi hanno detto che dovevo parlare con un allergologo, per individuare delle cure per la mia condizione. Dovevano chiamarmi entro il 12 novembre, ma siamo quasi a gennaio e nessuno si è mai fatto sentire. Eppure la situazione è gravissima, non mi sento più me stessa".
Un problema che, oltre a tutte le difficoltà che comporta sul piano fisico, è anche un grande ostacolo economico. "Attualmente io non posso lavorare - aggiunge la 61enne - e in queste condizioni non posso cercarmi un impiego, dunque non guadagno. Vorrei tornare alla vita di prima o se non altro sapere la verità su quale farmaco mi ha fatto male, l’ospedale si prenda le sue responsabilità".
M.F.