Prosa, Milena Vukotic porta in scena al Verdi ‘Così è (se vi pare)’ di Luigi Pirandello

Biglietti quasi esauriti per entrambe le recite: sabato 23 (ore 21) e domenica 24 (ore 17)

Una scena dello spettacolo

Una scena dello spettacolo

Pisa, 20 marzo 2024 – Così è (se vi pare), grande classico del teatro e della letteratura va in scena al Verdi sabato 23 (ore 21) e domenica 24 (ore 17). Ottavo titolo della Stagione di Prosa 2023/24 firmata Fondazione Teatro di Pisa e Fondazione Toscana Spettacolo, questo capolavoro di Pirandello porta per la prima volta sul palco del Verdi la straordinaria Milena Vukotic, tra i più grandi nomi del firmamento artistico italiano. Pina nella saga di Fantozzi (con Paolo Villaggio), la signora Alice Mascetti in Amici Miei (dove impersona la moglie di Ugo Tognazzi), Enrica in Un medico in famiglia (moglie di nonno Libero, Lino Banfi), Milena Vukotic sarà ora la Signora Frola con la regia di Geppy Gleijeses. Con lei sul palco Pino Micol (Signor Laudisi), Gianluca Ferrato (Signor Ponza), Massimo Lello (Consigliere Agazzi), Marco Prosperini (Signor Prefetto), Maria Rosaria Carli (Signora Agazzi), Roberta Rosignoli (Signora Cini), Antonio Sarasso (Signor Sirelli), Stefania Barca (Signora Sirelli), Walter Cerrotta (Commissario Centuri), Vicky Catalano (Signora Nenni) e Giulia Palletti (Dina). Biglietti quasi esauriti: info 050 941111

Scritta nel 1917 è, con I Sei personaggi, tra le più belle e rappresentate commedie di Pirandello. In Così è (se vi pare) lo scrittore siciliano, premio Nobel nel 1934, presenta il vano tentativo di far luce in una città di provincia sull’identità della moglie del nuovo segretario di Prefettura: si tratta della figlia della Signora Frola, come questa sostiene con assoluta certezza oppure quella donna è morta tra le macerie di un terremoto e la moglie del segretario è tutt’altra persona (com’egli sostiene)? L’idea dell’allestimento nasce da una strepitosa intuizione di Giovanni Macchia, il più rilevante critico di Pirandello: il cannocchiale rovesciato. Geppy Gleijeses ha chiesto a uno dei più importanti videoartist del mondo di creare, in un contenitore vuoto, degli ologrammi tridimensionali, piccole donne e piccoli uomini alti 50 centimetri, che non sono altro che i personaggi della commedia, i quali inutilmente si affannano per scoprire una verità che non esiste. All’ingresso della Signora Frola, quegli esserini ritornano in dimensioni normali. Piccoli uomini che riprendono le loro reali fattezze di fronte alla grandezza del dolore e dell’amore di una madre. M.B.