
Lorenzo Bani, presidente del parco di San Rossore
Via libera della Giunta regionale al piano integrato del Parco. Si tratta di uno strumento urbanistico fondamentale per tutta l’area pisana e, in particolare, per i Comuni della comunità del Parco. L’annuncio arriva direttamente dal presidente Lorenzo Bani che si dice "molto soddisfatto perché è stata confermata la correttezza delle procedure e dei contenuti: ora il piano andrà nella quarta commissione Territorio, ambiente, mobilità, infrastrutture per le audizioni e successivamente in consiglio regionale per l’approvazione".
Successivamente, prosegue Bani, "serviranno 60 giorni per raccogliere le eventuali osservazioni dei cittadini prima che il documento torni definitivamente nell’aula del consiglio per essere definitivamente adottato". Queste sono le scadenze temporali dell’iter previsto dalla legge, resta da capire se l’adozione dello strumento urbanistico arriverà prima della fine della legislatura regionale. Ma sul punto (dirimente) il presidente dell’area protetta non dubita della volontà politica: "Credo che la tempistica sia legata principalmente alla fine della legislatura. Se infatti si arriverà all’autunno del 2025 penso che ci siano i tempi per adottarlo, se invece si andrà al voto prima bisognerà capire se l’assemblea regionale farà in tempo ad adottarlo. Io però sono fiducioso".
Nello strumento urbanistico, rivendica Bani, "ci sono tre aspetti che mi piace evidenziare: essere perfettamente allineati alla legge regionale 65 sul governo del territorio in ogni parte del Parco, la possibilità di renderlo sempre più aperto e fruibile coniugando questi aspetti con la tutela della biodiversità e lo sviluppo e l’introduzione per le aree contigue di ben sette livelli di prescrizione, a tutela crescente per l’ambiente, che però consentono a comuni e imprese agricole di sviluppare pianificazioni e interventi pur sapendo, tuttavia, che il piano del parco sarà prevalente rispetto ai singoli piani operativi comunali".
Il piano integrato del Parco, inoltre, sottolinea Bani, "mette a sistema anche tutta una serie di indicazioni che prima non c’erano: penso ad esempio al recente dibattito pubblico sulla realizzazione della base militare che, lo ricordo a tutti, stando all’intesa raggiunta dal tavolo interistituzionale, sarà a consumo di suolo zero dentro i perimetri dell’area protetta".
"Il cosiddetto piano Cervellati - conclude Bani - non indicava i volumi del Cresam, reattore nucleare compreso, ma indicava quelle superfici sostanzialmente come area boscata, il nuovo piano integrato invece indica il Cisam per quello che è: un’infrastruttura militare per la quale servirà un nuovo progetto da sottoporre alla conferenza dei servizi".