Palazzi storici: "Fa male vedere questi edifici vuoti e servizi trasferiti"

L’associazione nazionale di salvaguardia dei beni culturali ha fatto una mappa di immobili di prestigio chiusi da tempo.

Palazzi storici: "Fa male vedere questi edifici vuoti e servizi trasferiti"

Palazzi storici: "Fa male vedere questi edifici vuoti e servizi trasferiti"

"Il centro storico senza funzioni e servizi muore". E’ il grido lanciato da Italia Nostra che denuncia "lo stato di abbandono di numerosi edifici pubblici e privati, dopo averne trasferite le funzioni, oppure trascurati per inerzia o incuria" e rivolge un appello alle istituzioni per il riuso degli stessi senza consumare nuovo suolo. "Fa male - scrive l’associazione - vedere vuoto il palazzo dove un tempo era la Banca d’Italia, fa male vedere in disuso la ex facoltà di Chimica, il palazzo ex Catasto, il palazzo della Conservatoria (praticamente abbandonato), e l’elenco potrebbe continuare a lungo. E prossimante, dopo il trasferimento a Cisanello, il problema simile riguarderà anche gli edifici ora occupati dalla Biologia. Vogliamo per tanto riportare questi fenomeni all’attenzione degli enti, come il Comune, la Provincia, ma anche l’Azienda Ospedaliera e l’Università, che non solo dovrebbero fare di più per restituire ‘una vita appropriata’ agli edifici in disuso, nell’ottica di una valorizzazione e rifunzionalizzazione degli stessi, ma anche attivarsi per limitare le esportazioni delle funzioni fuori del centro storico, evitando così il consumo del suolo, la cementificazione e conservando le zone a verde. E, per ciò che riguarda l’edilizia privata, la trasformazione in appartamenti per turisti non è accettabile, perché favorirebbe un ulteriore calo dei residenti e delle attività di vicinanza".

Il riferimento di Italia Nostra è a palazzi storici come quelli citati, in via San Martino e via Ceci, in piazza Carrara (l’ex immobile dell’intendenza di finanza, poi adibito a Conservatoria) e altrove. Ma soprattutto l’associazione lancia un monito per l’immediato futuro definendo "assolutamente centrale la destinazione dell’area dello storico ospedale di Santa Chiara". L’idea dell’amministrazione comunale è recuperarla con l’inserimento di studentati, attività ricettiva e, soprattutto, un grande polo congressuale, ma Italia Nostra, suggerisce anche la possibilità di destinare "quest’area a polo di ricerca interdisciplinare di studi di alto livello, internazionale (oppure nazionale), orientato, ad esempio, verso la bioingegneria, la robotica per medicina, biorobotica: il polo che, consolidando il secolare dialogo tra Santa Chiara e attività universitaria, vede coinvolti le tre università, Cnr e l’ospedale stesso" una sorta di "incubatore della ricerca che potrebbe riunire" nell’ex Santa Chiara "i vari laboratori oggi disseminati in città (che peraltro si riadatterebbero piuttosto bene negli edifici preesistenti) e creerebbe nuovi posti di lavoro, considerando poi che l’ospedale Santa Chiara è il più antico al mondo ancora in attività (seguito da quello di Santa Maria Nuova di Firenze, fondato nel 1288), per mantenere il prestigioso primato sarebbe opportuno lasciare un presidio ospedaliero (come, ad esempio, avvenuto in Santo Spirito in Sassia a Roma)".