Manganelli e feriti. Cariche della polizia. Almeno 5 studenti finiscono in ospedale

I ragazzi stavano sfilando pacificamente verso piazza dei Cavalieri. Contusi anche due agenti che si sono fatti refertare. I fatti e la cronaca. .

Piove a dirotto, acqua e manganelli in pieno centro su volti senza barba. Sono cinque gli studenti, fra cui due minorenni, finiti immediatamente al pronto soccorso: una sospetta frattura al braccio, lacerazioni alla testa e contusioni varie. Altri hanno raggiunto il nosocomio di Cisanello nel pomeriggio. Anche due poliziotti hanno richiesto le cure dei medici. Nessuno è grave. E’ l’esito dello scontro avvenuto poco prima delle ore 10 di ieri mattina in via San Frediano all’ingresso di piazza Cavalieri fra polizia e giovanissimi. I video dei ragazzi colpiti ripetutamente dagli agenti in tenuta antisommossa hanno fatto il giro di tutta Italia. Pisa, da sempre città di giovani, idee e proteste da molti anni non viveva accadimenti simili.

Riavvolgiamo il nastro. Ore 9.20: cento metri dal luogo degli scontri. Collettivo Universitario Autonomo, Cambiare rotta e diversi studenti provenienti dalle varie scuole superiori, fra cui molti minorenni, si ritrovano per un presidio autorizzato nel cuore pulsante della Pisa studentesca, piazza Dante appunto. La manifestazione pro-Palestina si evolve in un corteo (non autorizzato) formato da un centinaio di ragazzi e giovanissimi che cammina pacificamente verso piazza Cavalieri. La polizia sbarra l’accesso per evitare che la manifestazione si avvicini alla Torre. C’è, infatti, un "caldo" precedente: a metà novembre una quindicina di militanti del movimento antagonista aveva forzato i varchi e raggiunto la sommità del campanile più famoso del mondo per ergere una bandiera palestinese. Una foto, un simbolo.

I filmati registrati e diffusi anche dai professori della scuola Russoli – dalle cui finestre si assiste agli accadimenti – immortalano le due ravvicinate cariche della polizia e i ragazzi che non oppongono resistenza, se non per pararsi dalla raffica di colpi a mani nude. Alcuni restano a terra feriti, altri scappano e vengono rincorsi. I professori scendono in strada per i primi soccorsi con ghiaccio e acqua.

La violenza sproporzionata (non si registrano comunicati ufficiali che spiegano la dinamica), si consuma in poco meno di due minuti. Il corteo arretra e confluisce in un’assemblea studentesca nel polo San Rossore di via Risorgimento. Carabinieri e polizia, temendo ulteriori scaramucce, blindano Piazza dei Miracoli chiudendo le cancellata in ferro di via Roma e presidiando la Torre. In realtà niente più accade. Le sirene si spengono. Il resto è rabbia e sconcerto. Neppure la pioggia insistente può cancellare quanto accaduto.