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30 giu 2021

"Giovani più violenti? Si sentono invisibili"

Risse, vandali e mala-movida, il fenomeno analizzato dalla psicologa Cotroneo: "La paura del futuro fa esasperare i comportamenti"

30 giu 2021
francesca bianchi
Cronaca
I controlli in centro per prevenire il fenomeno della mala-movida (Foto di repertorio)
I controlli in centro per prevenire il fenomeno della mala-movida (Foto di repertorio)
I controlli in centro per prevenire il fenomeno della mala-movida (Foto di repertorio)
I controlli in centro per prevenire il fenomeno della mala-movida (Foto di repertorio)
I controlli in centro per prevenire il fenomeno della mala-movida (Foto di repertorio)
I controlli in centro per prevenire il fenomeno della mala-movida (Foto di repertorio)

di Francesca Bianchi Gli eccessi e l’aggressività che scoppia dopo i mesi del lockdown. Il ‘liberi tutti’ che nei ragazzi, anche giovanissimi, sta trascinando con sé atti di vandalismo (nel mirino anche gli stabilimenti del nostro litorale), risse pianificate (via social e whatsapp) e convocate per puro divertimento, notti brave dove l’abuso di alcol diventa la normalità. L’estate post Covid è iniziata con il ‘bollino rosso’. Un disagio giovanile che è sotto gli occhi di tutti, da sempre sottotraccia e ora accentuato dal prolungato isolamento tra dad e quarantene. Ma non solo: "E’ la paura del futuro, l’incertezza ad esasperare i comportamenti". A far degenerare in violenza e devastazione una semplice serata tra amici. Simona Cotroneo, psicologa e psicoterapeuta, responsabile del Progetto Fair Play di Paim, prova a rispondere alla domanda che tutti ci stiamo facendo: "Perchè?". Dottoressa, l’impressione è che il ritorno alla libertà sia vissuto all’insegna dell’esagerazione. Come mai? "Perché in realtà i giovani faticano ad afferrare questa libertà solo apparentemente ritrovata e restituita. Si sentono invisibili, schiacciati e la reazione può essere duplice: il ritiro dal mondo, la chiusura verso le relazioni che è stata particolarmente evidente durante e dopo il primo lockdown, oppure l’esatto opposto. La maggior parte degli adolescenti adesso è come se cercasse di recuperare quel che sente di aver perduto andando contemporaneamente alla ricerca del proprio posto nel mondo. Ma lo fa in un modo incontrollato. E questo è determinato proprio dalla paura del futuro che porta all’aggressività". Le risse sono un esempio? "Da una parte c’è l’autolesionismo, fenomeno che è aumentato tantissimo in epoca Covid, dall’altra la tendenza ad aggredire l’altro. Tutto questo viene fatto ricercando la massima visibilità. Non è un caso che le risse si svolgano sempre in luoghi frequentati, nelle piazze, e tutto venga riversato quasi in tempo reale sui social e nelle ...

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