Una trasfusione
Una trasfusione

Pisa, 15 ottobre 2021 - L’area dell’infezione è concentrata, per ora, nelle zone in cui vive la zanzara, portatrice del virus, al Nord, ma si monitora anche la Toscana. Il rischio West Nile virus (isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile) arriva ogni estate (primo caso del 2021 a La Spezia) e si protrae fino a ottobre-novembre. Il monitoraggio riguarda anche i donatori su Pisa. Il virus si trova negli uccelli selvatici e nelle zanzare. Ma si può trasmettere (più raro) tramite trapianti, trasfusioni di sangue e in gravidanza madre-feto. E’ il prof Marco Falcone di Malattie infettive a fare il punto.

Professore, com’è la situazione a Pisa?
"Fin dal 2016 esiste un sistema di sorveglianza veterinaria (animale ed entomologica) essenziale per la stima del rischio. Questa sorveglianza e quella dei casi umani sono nello stesso Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta. Nel 2017 in Toscana ci furono 2 casi di infezione. Da inizio giugno 2021 invece sono stati registrati in Italia 36 casi confermati. Nessuno per ora in Toscana".
Pensa che arriverà anche qui? "Difficile al momento fare previsioni. C’è un sistema di sorveglianza ormai da diversi anni. Non penso che ad oggi possa costituire un problema sanitario che deve preoccuparci ma sicuramente necessita di attenta sorveglianza".
Quali sono i sintomi ?
"La maggior parte delle infezioni decorre in modo del tutto asintomatico; circa il 20% dei soggetti sviluppa una lieve malattia febbrile, dopo un’incubazione di 2-14 giorni, caratterizzata da nausea, vomito, cefalea, astenia e rash cutaneo. In meno dell’1% dei casi la malattia si manifesta in forma neuro-invasiva (solitamente encefalite, meningo-encefalite o paralisi flaccida) con sintomi quali febbre alta, intensa cefalea, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. In 1 caso su 1000, l’encefalite può essere letale. In un terzo dei casi si possono avere sequele neurologiche a distanza di alcuni anni".
Come prevenire?
"Purtroppo non esiste un vaccino. È possibile però autoproteggersi dalla puntura di zanzare".
Negli ultimi anni stanno crescendo i casi, come mai?
"Sostanzialmente per due motivi. Il primo è legato ai cambiamenti climatici che magari favoriscono il diffondersi dei vettori. Il secondo alla sorveglianza e al sistema di notifiche che sono stati implementati".







An. Cas.