Pisa, 18 novembre 2014 - EX STALLETTE, il giallo si infittisce e spunta il caso di una doppia relazione. Quella consegnata ai consiglieri comunali giovedì sarebbe diversa da quella in possesso esclusivo de La Nazione che ha pubblicato in anteprima lo scottante contenuto di quelle 27 pagine firmate dall’ingegner Michele Aiello, Responsabile del procedimento. Differenze macroscopiche notate da Gino Logli, consigliere di Forza Italia, che assieme a Latrofa (Ncd) e Antoni (M5S) aveva fatto scoppiare il caso Ex Stallette. Il documento, era stato consegnato - dopo mesi di richieste e conseguenti dinieghi - solo giovedì scorso ai consiglieri comunali che ne avevano fatto richiesta e che avevano dovuto firmare l’obbligo a non divulgarne il contenuto. Il Pd si era ben guardato dal ritirare quegli atti. Una scelta letta dalle minoranze come una mossa astuta per incastrare le opposizioni qualora il contenuto fosse entrato in possesso della stampa. Logli scrive: «La maggioranza, astutamente, non la prende. Le volpi pensano: “quando, inevitabilmente, sarà pubblicata metteremo a nudo la perfidia della torbida minoranza“». E difatti, la pubblicazione su La Nazione, all’indomani della consegna di quelle pagine segrete ai consiglieri, ha scatenato la caccia alla «talpa» in Palazzo Gambacorti e addensato sospetti sulle minoranze, bacchettate anche dal vicesegretario del Comune. Ma a questo punto, si apre un giallo nel giallo, perché Logli nota: «La Nazione venerdì, sabato e domenica scrive che la relazione è di 27 pagine. Io, che sono in possesso della relazione distribuita in Consiglio, ho un documento di 24 pagine e un allegato». E chiede: «Sono due relazioni? Una è più corta? Sulla relazione in possesso de La Nazione c’è il timbro del dottor Pescatore?».
Il caso ex Stallette ha quindi ora preso i contorni di una guerra politica: opposizioni armate per vederci chiaro e scovare responsabilità politiche e tecniche, e Pd arroccato in una torre di silenzi e immobilità, anche dopo che, il 24 ottobre, l’assessore Andrea Serfogli ha portato in Procura la relazione, ravvisandovi ipotesi di reato.

LA RELAZIONE è un susseguirsi di errori, omissioni, e bonifici liquidati alla ditta per lavori in parte mai eseguiti. Un chiaro atto d’accusa con nomi e cognomi di responsabili e direttoridei lavori. Lavori la cui fine, si legge a pagina 7 della relazione del Rup «era prevista per il 3 agosto 2014» e ad oggi non terminati. Ma la ditta inizia a incassare dal 20 maggio 2012 fino al 24 settembre 2013 sette bonifici (per un totale di 1.354.700 euro) eseguiti sulla base di una «relazione del direttore dei lavori che dice che i lavori si sono svolti con regolarità e sono stati eseguiti i seguenti 7 stati di avanzamento e relativi certificati di pagamento». Si nota a questo punto una discrepanza fra la data dell’ultimo bonifico del 24 settembre 2013 e la lettura del cronoprogramma acquisito dal Rup presso il direttore dei lavori: «Già dal 4 febbraio 2013 le lavorazioni hanno cominciato a subire un importante ritardo...Nei mesi successivi il ritardo si è acuito (...)». Ma i lavori sono stati pagati. Furenti Ciccio Auletta e Marco Ricci di una Città in Comune: «Perché l’assessore ai lavori pubblici rivele alla stampa solo sabato 15 novembre la notizia di essersi recato in Procura a fine ottobre e non l’ha detto in consiglio comunale per l’istituzione della commissione d’indagine? Come mai solo martedì scorso Serfogli scrive una lettera evidenziando le falle del procedimento e non quando è stata approvata dal Consiglio comunale la delibera con cui si stanziavano gli ulteriori 500 mila euro per il completamento dell’opera? Indispensabile verificare a tappeto tutti gli interventi complessi, a partire proprio dai Piuss, perché non vi siano altre ombre».