Cisanello, tornano le Covid-room, convertito metà reparto di geriatria: 80 pazienti positivi tra i ricoverati

L’allarme di Nursind: " Taglio di posti letto e dell’attività chirurgica per far fronte al buco di bilancio"

Pisa, 8 dicembre 2023 – Giorni difficili per l’ospedale di Pisa, dopo che era stato infatti denunciato, dai rappresentanti sindacali, il caos nel Pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello, con circa 50 persone in attesa di ricovero, file di barelle degli accessi in ambulanza. Per l’Azienda ospedaliera, si era trattato di un "fine settimana di iperafflusso per aumento dei casi di influenza e di Covid". Ma ancora, lo sciopero dei medici del 5 dicembre scorso e la consegna qualche giorno fa al presidente della Toscana da parte della Cgil di uno scatolone con 65mila firme, per sostenere la proposta di legge Giani-Bonaccini e chiedere l’aumento del finanziamento del Fondo sanitario nazionale con almeno il 7,5% del Pil.

A Pisa, intanto, è stato attivata la procedura di conversione dei posti letti dell’Unità operativa di Geriatria in reparto Covid, per far fronte proprio all’aumento dei contagi. "Si tratta – fa sapere l’azienda ospedaliera -, di una delle misure previste per reperire i posti letto Covid in base all’andamento a dei contagi. Attualmente in ospedale ci sono 80 ricoverati per altre patologie e risultati positivi al Covid (nelle varie Covid room dei reparti). In particolare, in Geriatria, al momento, sono stati convertiti in letti Covid 18 posti su 36 totali".

Quanto alle voci sull’imminente chiusura del percorso orto-geriatrico, arriva prontaa smentita dell’Azienda: "Il percorso orto-geriatrico, ossia la gestione interdisciplinare fra geriatri e ortopedici dei pazienti anziani con frattura di femore, è e rimarrà attivo" risponde l’Aoup. Oltre al reparto di Geriatria, sono stati "recuperati altri posti letto in vari reparti specialistici" per far fronte alla necessità di ricovero del Pronto soccorso, ma denuncia Daniele Carbocci della Segreteria Territoriale Nursind Pisa: "E’ stato fatto senza raggiungere grandi risultati". Per Carbocci, infatti, la riorganizzazione dei reparti si inserirebbe nella "generale riduzione di posti letto e dell’attività chirurgica causata dalla necessità di riduzione delle spese per l’acquisto di dispositivi medici". A monte, per il sindacalista ci sarebbe, come motivazione principale, "il risparmio imposto dalla Regione a causa del buco di bilancio e a pagarne le conseguenze - conclude il sindacalista -, sono cittadini e operatori sanitari".

Enrico Mattia Del Punta