Truffa romantica
Truffa romantica

Pisa, 31 agosto 2020 - Non è il Covid a spingere l’incremento della truffe romantiche. Ma il moltiplicarsi dei profili. Così anche un 30enne del Pisano, si aprende, ci sarebbe cascato e avrebbe capito della trappola solo dopo aver sborsato soldi per far arrivare all’ombra della Torre un’avvenente svedese che, in realtà, forse, era un uomo ed aveva utilizzato per l’inganno le foto di una stupenda pornodiva americana. Tutto era cominciato sui social «raccontandosi» pensieri, ambizioni e problemi. E la bella svedeve ne aveva: un figlio, la convivenza in casa con la sorella, e soprattutto il bisogno di soldi. Lui, «cotto» al punto giusto, non si è tirato indietro fino ad anticipare i costi del biglietto aereo per arrivare a Pisa. Ma non arriverà mai nessuno. 

Una vicenda analizzata dalla World Romance Scam, associazione internazionale Onlus con sede a Cascina e guidata dalla dottoressa Miriam Andaldi, che si occupa delle cosiddette truffe sentimentali. «I casi sono in aumento. Anche a Pisa ne abbiamo registrati due. Crescono i truffatori. Si tratta di persone che usurpano l’identità di altri per creare falsi profili – ci spiega Ansaldi – . Da qui studiano i profili di donne e di uomini, finchè non individuano la vittima, le chiedono amicizia e cominciano un lavoro che può durare anche mesi: una vera manipolazione psicologica». Quando la persona è cotta a puntino iniziano a raccontare storie incredibili, di incidenti, ricoveri ospedalieri, debiti, tasse doganali, problemi per venire nel luogo dove risiede la vittima e molto altro. Così spillano soldi: migliaia e migliaia di euro. «Quando le vittime scoprono di essere stati truffate, inizia il dramma – aggiunge Ansaldi – sia psicologico che economico: si vergognano, hanno paura a dirlo ai familiari, si indebitano, vanno in crisi esistenziale». L’associazione ha messo a disposizione una linea di ascolto e supporto sia online che su Whatsapp e telegram (Whatsapp 3428693788; telefono fisso 050 701579): lo staff è composto da quattro donne, un’informatico che dà consigli tecnici, un avvocato, un consulente della polizia postale di Torino, esperti in lingue. Poi ci sono anche le truffe reali. Un caso è avvenuto in provincia con un uomo che avrebbe abbindolato una donna, l’ha frequentata, le ha spillato soldi, salvo poi scoprire che le aveva raccontato un sacco di bugie: era sposato con moglie e figli e di fatto, quindi, l’aveva truffata. «Quando una persona si rivolge all’associazione – aggiunge Ansalidi – cerchiamo di aiutarla, di accompagnarla a fare denuncia e spesso le vittime hanno bisogno di un avvocato per le rogatorie internazionali o per seguire le proprie denunce in procura; le vittime capita inoltre che manifestino problemi psicologici e depressione». Spesso non voglio fare denuncia. Anche il trentenne che si era innamorato della svedese che non esistenva ha scelto, si apprende, di non passare alle carte bollate.

Carlo Baroni