Adesso apriamo un vero confronto

L'ex consigliere comunale della Lega invita a un sereno confronto tra Società Civile e Forze dell'Ordine dopo i fatti di Pisa, per ristabilire fiducia e comprensione reciproca.

Cara La Nazione, ho seguito sulle tue pagine l’ampio dibattito che si è sviluppato dopo i fatti di Pisa di venerdì. Ho sentito e letto le prese di posizione, non ho avuto modo di seguire il dibattito consiliare, ma ne ho letto il resoconto sull’edizione odierna. È certamente un sentimento di rammarico quello che mi accompagna nella disamina dell’accaduto. Un duplice rammarico perché a quello, naturale, dovuto all’uso della forza, si accompagna quello di non aver sentito nessuna voce capace di cogliere, da questo episodio, occasione per stimolare un confronto e un rasserenamento della convivenza tra la Società Civile e Forze dell’Ordine. Pare pacifico che vi fosse un presidio fisso e che l’ordine fosse di non passarlo. Si dà per scontato che la forza sia stata sproporzionata, lo diranno le sedi deputate. Ma io credo che da questo episodio (il cui epilogo sono certo che nessuna delle parti avrebbe voluto) dovrebbe essere còlta l’occasione per una riflessione approfondita e un sereno confronto sul contemperamento tra principio di libera manifestazione del pensiero a quello di rispetto della Legge: un confronto da fare "ora", indipendentemente dall’accertamento o meno di eventuali responsabilità, da una parte o dall’altra. Penso che se c’è stato uno strappo nel tessuto sociale, da qualunque parte esso sia stato provocato, oggi, "ora", è necessario subito ricucirlo, è necessario rimettere i rapporti su un principio di comprensione e non di antagonismo, è necessario ristabilire in quei giovani ragazzi la fiducia nelle Istituzioni che potrebbe aver vacillato o ha addirittura è venuta meno.

La mia riflessione finale dunque è "non c’è alcun male che non porti anche del bene", ed allora mi domando perché non prendere spunto per accogliere le Istituzioni nelle scuole (penso al Prefetto) per un sereno confronto e far comprendere anche "le ragioni dell’altro", dei ragazzi a manifestare e delle Istituzioni a rispetto della Legge, in un sereno confronto che contribuisca alla reciproca comprensione e al reciproco rispetto, da cui ripartire con fiducia? E’ tempo di avvicinare, non di allontanare.

*Avvocato ed ex consigliere comunale della Lega