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14 mag 2022

Le Emozioni di Carroccia Battisti "rivive" al Verdi

Questa sera alle 21 il concerto-omaggio al grande cantautore e a Mogol "Non sono un imitatore, voglio solo rendere onore a un fantastico repertorio"

Gianmarco Carroccia con Mogol, pseudonimo di Giulio Rapetti
Gianmarco Carroccia con Mogol, pseudonimo di Giulio Rapetti
Gianmarco Carroccia con Mogol, pseudonimo di Giulio Rapetti

In viaggio fra le canzoni di Battisti e Mogol con Gianmarco Carroccia per rivivere le stesse emozioni. Stasera alle 21 al Teatro Verdi il concerto-omaggio "Emozioni: viaggio fra le canzoni di Battisti e Mogol", con brani che narrano una sorta di vera e propria biografia musicale.

Assomiglia fisicamente a Battisti con i capelli tagliati allo stesso modo ed è anche dotato di un timbro di voce molto simile alla sua. Gianmarco Carroccia canta le canzoni immortali di Lucio Battisti e le esegue al meglio. "No, non sono un sosia e tantomeno un imitatore – minimizza Caroccia – ognuno nasce come nasce ed è a suo modo unico. Capisco che la somiglianza ha il suo peso, ma voglio cercare di far capire che non si tratta di uno sfruttamento dell’immagine, solo di un modo di ricordare le sue canzoni e rendere omaggio a un repertorio assolutamente straordinario".

Carroccia sale spesso sul palco con lo stesso Mogol, che racconta le canzoni scritte con Battisti, mescolando storia, vita, aneddoti e curiosità; al Teatro Verdi sarà solo con i suoi musicisti per un concerto pensato per valorizzare e diffondere l’opera di Mogol-Battisti che hanno segnato una generazione e hanno lasciato anche ai giovani del futuro un importante patrimonio. L’uno con testi originali e moderni, l’altro con la sua musica fatta anche di sperimentazioni. Mogol ha detto del suo lungo rapporto con Battisti: "Anche se ho scritto qualcosa come 1500 testi per moltissimi grandi artisti, con Lucio fu l’alchimia perfetta. Anche se eravamo diversissimi, lui così riservato e io estroverso, quando ci trovavamo scattava la magia. Lui mi portava la musica e, partendo da quella, io trovavo le parole: una totale sintonia, questa è stata la chiave del successo durato 1dieci anni".

Il concerto prevede l’esecuzione dal vivo di brani che narrano una sorta di vera e propria biografia musicale, accompagnato da un ensemble di sei musicisti, Carroccia li eseguirà attenendosi il più possibile all’originale "versione disco". Gli arrangiamenti sono a opera del direttore d’orchestra (e chitarrista) Marco Cataldi e di Gianmarco Carroccia. Un’occasione per rivivere la magia di canzoni che hanno segnato la storia della musica e hanno fatto sognare generazioni di italiani.

Gianmarco Carroccia è cresciuto a pane, Battisti e Celentano. Appassionato di musica sin dall’età di 5 anni, è un grande fan anche di Riccardo Cocciante. "La musica dei grandi autori è il mezzo migliore per collegare esperienze di vita. Non è scontato, oggi in discografia si pensa poco alla qualità", ha detto. Dopo aver preso lezioni di chitarra, nel 2007 ha iniziato a collaborare con Ezio Mazzola. Ha conseguito il diploma come autore di testi al Centro Europeo di Toscolano Music, la nota scuola di Mogol.

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