La fine del convitto Anzilotti. "Scompare un riferimento per studenti e famiglie"

Azzerata la dotazione di assistenti tecnici della struttura per il prossimo anno scolastico La denuncia di Cobas Pistoia: "Si è preferito farlo morire invece che sostenerlo e rilanciarlo"

L’edificio dell’Istituto tecnico agrario Dionisio Anzilotti di Pescia

L’edificio dell’Istituto tecnico agrario Dionisio Anzilotti di Pescia

Pescia, 14 maggio 2024 – La notizia della chiusura del Convitto dell’Istituto Tecnico Agrario era nell’aria, ma proprio in questi giorni è di fatto arrivata la conferma ufficiale. Conferma nero su bianco presente nella nota firmata dall’ufficio scolastico regionale, che ha decretato le dotazioni organiche provinciali del personale Ata degli istituti scolastici per il prossimo anno scolastico. Nell’atto si fa riferimento all’incremento di cinque posti "della dotazione di assistenti tecnici del secondo ciclo di istruzione, per compensazione effettuata con gli altrettanti posti in organico eliminati a seguito della dismissione del convitto annesso all’Istituto Anzilotti di Pescia".

Già nel giugno 2022 il sindacato Cobas intervenne, denunciando il "silenzio istituzionale sul destino del convitto", struttura che, dice come scrive l’Anzilotti sul proprio sito internet, "permette agli studenti provenienti da sedi lontane e che vogliono evitare i disagi della pendolarità, di risiedervi per tutta la settimana".

Di fronte a questo futuro ormai certo Cobas Scuola Pistoia non ci sta ed è intervenuto parlando di "eutanasia programmata di un (altro) convitto", dopo quello del De Franceschi-Pacinotti di Pistoia, provocata da un insufficiente numero di iscrizioni, tanto che, ricorda il sindacato, "negli ultimi due anni si è ricorso all’apertura in deroga del convitto per tutelare in qualche modo gli studenti convittori". Cobas denuncia che negli ultimi due anni non sarebbe stato fatto niente per rilanciare l’istituzione, anzi, si sarebbe gradualmente sottratto spazio ai convittori. "Manca un’area comune destinata alla loro socializzazione; mancano i materiali, anche minimi, per le attività ricreative e sportive: tutto è demandato all’opera solitaria e alla volontà degli educatori il cui numero è assolutamente insufficiente per garantire la loro fondamentale funzione di formazione dei convittori e dei semiconvittori", spiega il sindacato.

"Si è preferito (a Pistoia) e si preferisce (a Pescia) lasciar perire un importante punto di riferimento per studenti e famiglie piuttosto che sostenerlo e rilanciarlo come si deve", rimodernando gli spazi, investendo in risorse e personale. "Ciascuno si assuma le proprie responsabilità – affermano nella nota i Cobas – dai decisori agli esecutori di tale scellerata politica che non tutela né gli studenti né i lavoratori: i primi lesi nel proprio diritto allo studio (che fine faranno per esempio i convittori iscritti del biennio?), i secondi nel proprio diritto al lavoro".

Emanuele Cutsodontis