Addio a Marino Giannoni, decano dei ristoratori e re della tartare a Lamporecchio

Addio a Marino Giannoni, decano dei ristoratori e maitre di Prato, scomparso ieri a 92 anni. Celebre per la sua maestria nella preparazione della tartare, era conosciuto in tutta la Toscana. Le esequie funebri si svolgeranno giovedì in Cattedrale.

Addio a Marino Giannoni, decano dei ristoratori e re della tartare

Addio a Marino Giannoni, decano dei ristoratori e re della tartare

Addio a Marino Giannoni. Il mondo dell’accoglienza pratese, i clienti affezionati, gli estimatori della carne e della cucina toscana, i conoscitori della storia della città sono in lutto e danno l’addio a, il decano dei ristoratori e maitre, scomparso ieri a 92 anni.

Nato a Lamporecchio nel 1031, Giannoni era diventato famoso per la “tartare“ che preparava a mano, tagliata al coltello, con una maestria che durava da oltre 60 anni. Per questa sua abilità era stato intervistato dai quotidiani, anche stranieri, era andato in tv a “Striscia la notizia“ su Canale 5 nel 2019 e aveva ricevuto premi prestigiosi, come l’Oscar alla carriera a Milano, con il “The Best Chef Awards 2018“.

A ricordarlo è il figlio Mirko Giannoni, chef del “Pepe nero“ a Prato, locale in cui il padre continuava, instancabile, a prestare la sua opera. "Mio padre – racconta Giannoni – era un’istituzione per la città e per tutta la Toscana, e fino allo scorso novembre è stato al lavoro ogni giorno al Pepe nero, poi gli avevano riscontrato un problema al cuore e in questi dieci mesi era entrato e uscito dall’ospedale più volte. Poi l’ultimo scompenso cardiaco l’ha portato via, anche se fino a poco prima era lucidissimo e cosciente. È lui che mi ha insegnato l’amore per questo lavoro e non potrò mai dimenticarlo".

Marino Giannoni era arrivato a Prato per lavorare all’hotel Giardino, a due passi dal Duomo, poi era passato al ristorante Baghino, in via dell’Accademia, nel cuore del centro storico, dove è stato cameriere e maitre per 42 anni fino alla pensione, poi nel 2002 è arrivato al Pepe nero accanto al figlio. Un’accoppiata che ha fatto salire di livello il locale sempre di più, di anno in anno. "Aveva i suoi clienti, tra cui molti industriali del tessile, che venivano apposta per la tartare fatta al momento con carne di manzo di razza Calvana" dice ancora Mirko. Le esequie funebri dovrebbero svolgersi giovedì in Cattedrale – luogo scelto proprio perché vicino ai luoghi che ha frequentato per il suo mestiere e per cui si attende la conferma della Diocesi – officiati dalla Pubblica Assistenza, nelle cui cappelle in via San Jacopo da oggi alle 11 sarà esposta la salma.