Carabinieri in una foto di repertorio (New Press Photo)
Carabinieri in una foto di repertorio (New Press Photo)

Massa, 16 febbraio 2020 - Provato, sente il peso delle accuse, ma è pronto dimostrare la totale estraneità in una bruttissima vicenda che gli è estranea e dalla quale vuole uscire al più presto nei tempi che consentono e prevedono l’iter giudiziario. L’avvocato di 72 anni massese accusato di violenza sessuale sui minori, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, assistito dagli avvocati Salvatore Grillo e Francesco Marenghi di Pisa, ieri ha reso un lungo interrogatorio davanti al giudice Marta Baldasseron, delegata su rogatoria dal magistrato di Genova.

L’interrogatorio di garanzia si è svolto in carcere, nell’istituto di reclusione di via Pellegrini, dove il legale ha parlato per cinque ore rispondendo puntuale alle domande del giudice e ricostruendo punto per punto questa vicenda che lo vede coinvolto da mercoledì quando è scattato l’arresto dei carabinieri per lui, per la compagna, 22 anni e per la mamma della compagna, 44 anni.

L’avvocato ha negato ogni addebito, ma soprattutto ha fornito ogni spiegazioni alle intercettazioni che lo accusano di reati pesantissimi. Significato e senso delle intercettazioni che, secondo la versione ricostruita dall’avvocato, raccontano una storia diversa, una storia dove non esistono atti sessuali e non esiste alcun reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Cinque ore di confronto davanti al giudice delle indagini preliminari che consentiranno alla difesa, in sede di interrogatorio, nel capoluogo ligure, davanti al pubblico ministero di valutare la richiesta di revoca ed in subordine della attenuazione della misura cautelare. L’avvocato ha fornito ampie spiegazioni e si è sentito psicologicamente più sollevato sostenuto dai legali della difesa.

Ora ci sarà il secondo confronto in settimana con il pubblico ministero. E davanti al pm ligure in settimana saranno sentite anche le due donne macedoni, assistite dall’avvocato Riccardo Lamonaca. Le due donne sentite in sede di interrogatorio di garanzia a Genova hanno scagionato il legale massese fornendo una versione diversa rispetto alle accuse che vengono contestate.

Al centro di questa storia due minorenni, una 17enne ed una 13enne, la madre e la sorella, che avrebbero acconsentito a presunte attenzioni sessuali da parte del legale.

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