"Tramonto dell’aeroporto". Le accuse di Gianni Baldi sulla gestione dello scalo

Il presidente dell’Aeroclub denuncia la perdita del 90% dei traffici aerei "Due incidenti sfiorati per la scarsa manutenzione ma nessun controllo".

"L’aeroporto dal termine della nostra gestione ha perso più del 90% dei traffici". Rompe il silenzio Gianni Baldi, presidente dell’Aeroclub che ad agosto ha dovuto lasciare l’aeroporto di Massa-Cinquale dopo un infinito contenzioso con l’amministrazione comunale concluso con un’ordinanza di sgombero. Il Tar aveva negato la sospensiva chiesta dall’Aeroclub, mettendo un punto sulla vicenda amministrativa. E a fine agosto si è insediato il comandante Jacopo Del Carlo come commissario straordinario nominato dall’amministrazione. "Non so dove Baldi prenda i dati del calo del traffico perché non sono pubblici, ma è normale che d’inverno ci sia un calo dei voli" controbatte Del Carlo.

Lungo è però l’elenco dei rilievi di Baldi. "Un aereo che in atterraggio ha toccato gli alberi rischiando il peggio perché lo stato di abbandono dell’area non permette la potatura – dice il presidente dell’Aeroclub –. L’Enac, l’ente di controllo, sulla faccenda non ha mai detto niente e ha smesso anche di fare i controlli. Si è rischiato un’altro incidente quando un’elicottero in atterraggio stava per colpire un’aereo parcheggiato e anche in questo caso silenzio. Durante la nostra gestione ci sono stati almeno 5 interventi dell’ente per l’aviazione civile e 4 mesi di chiusura dell’aeroporto perchè il Wwf non ci faceva tagliare gli alberi a causa della nidificazione degli uccelli". Il commissario spiega lo sfiorato incidente dell’elicottero: "Per questo tipo di eventi è obbligatoria una segnalazione anche con il gestore dell’elisuperficie, che è stata fatta. Un evento all’interno del sedime subito segnalato secondo i canali previsti dalla normativa aeronautica". Nega invece di aver ricevuto segnalazioni ufficiali su un’aereo contro un albero. "Non abbiamo certezza che i rumors si riferiscano all’aeroporto di Massa Cinquale" sostiene.

Ma Baldi di sassolini nelle scarpe ne ha tanti. "Ho sentito parlare di una manifestazione di interesse, con 3 società interessate andata in fumo – spiega – . Ci chiediamo quale sia l’obiettivo dell’amministrazione. Noi gli pagavamo 6mila euro l’anno che sommati alla manutenzione fanno 800mila euro di spesa in 55 anni . Il Comune adesso ci chiede 400mila euro e già altre amministrazioni avevano tentato di riprendersi il sedime. Comune che da anni si tiene un bene incassando 6mila euro all’anno e non spendendo niente". Un volume di affari di circa mezzo milione quello dell’Aeroclub, "con tutti i bilanci in attivo e 500mila euro di fatturato fra antincendio, royalty sul carburante, parcheggi e transito – spiega Baldi – . Abbiamo anche riaperto la scuola di volo con più di 10 alunni. In questo aeroporto sono stati formati circa 200 piloti, e molti che hanno continuato la carriera aeronautica. Ora non ci sono nemmeno le pompe per il carburante quindi non fa servizio di rifornimento lasciando scoperta un’intera area".