DANIELE ROSI
Cronaca

Tigli o lecci per San Ceccardo. Proposte dell’agronomo sulla salita

Guido Iacono ha illustrato alla commissione Lavori pubblici le soluzioni per arredare l’entrata in città

Tigli o lecci per San Ceccardo. Proposte dell’agronomo sulla salita

Tigli o lecci per San Ceccardo. Proposte dell’agronomo sulla salita

Ipotesi di nuove piante per la salita di San Ceccardo. La proposta è stata discussa ieri pomeriggio nella commissione Lavori pubblici presieduta da Silvia Barghini e in cui sono intervenuti in rappresentanza di Legambiente Paola Antonioli e Giuseppe Sansoni, accompagnati dall’agronomo Guido Iacono. Presente all’incontro anche l’assessore ai Lavori pubblici Elena Guadagni, con cui sono state fatte diverse riflessioni in merito alle piantumazioni da utilizzare in modo da creare un contesto idoneo per la salita di San Ceccardo, per conciliare le esigenze urbane e di mobilità con quelle sostenibili dell’ambiente. La base dell’incontro è girata intorno a un dossier preparato alcuni anni fa proprio da Legambiente e in cui si andava a dare un parere sui pini. Alberi, come spiegato in commissione, che hanno un vita media di 70-80 anni e che nel territorio di Carrara hanno già quasi esaurito il proprio ‘ciclo vitale’ necessitando quindi di manutenzione o sostituzione. Uno dei principali problemi dei pini è sicuramente il dissesto stradale. Aspetto che nasce proprio come risposta degli stessi pini alle continue sollecitazioni al peso delle vetture che transitano o sono parcheggiate, che ‘costringono’ i pini a creare dei noduli; per essere più chiari, delle radici per ancorarsi meglio al terreno.

"Il pino è una pianta che va bene in luoghi come le pinete stesse, lontano dal traffico – ha spiegato Sansoni – o utilizzata per ragioni storiche e identitarie in strade importanti come l’Aurelia. Ma in strade diciamo, normali, si può dare un’impostazione maggiormente pragmatica e posizionare altri tipi di piante più adatte". La proposta che è poi stata fatta dall’agronomo Guido Iacono, che ha ricordato l’enorme responsabilità da parte del Comune per la scelta che sarà fatta, visto che riguarderà l’aspetto della salita per i prossimi decenni, è di utilizzare piante come alcune tipologie di platano o di tigli.

"L’accesso alla città va caratterizzato bene – ha spiegato l’agronomo – anche a costo di ridurre leggermente la carreggiata, facendo marciapiedi più larghi. Si potrebbe pensare ad alcuni nuovi tipi di platano, grosso e resistente e che si presta per luoghi come la salita per entrare in città. Anche il tiglio sarebbe una buona alternativa, a Lucca ad esempio ne stanno mettendo molti". Riflessioni su cui l’assessore ha ribadito saranno fatte le opportune valutazioni e analisi con i tecnici.