Raimondi: "Siamo tutti responsabili". L’appello del direttore di ‘White’

Dopo il danneggiamento e il vandalismo su due opere esposte: "Conseguenza di curiosità e disattenzione"

Raimondi: "Siamo tutti responsabili". L’appello del direttore di ‘White’

Raimondi: "Siamo tutti responsabili". L’appello del direttore di ‘White’

Invita a non affrettarsi "nel giudicare", a non arrendersi allo "sconforto del ‘nulla meritiamo’" il direttore artistico di White Carrara Domenico Raimondi dopo danneggiamenti e manomissioni all’opera “Anna G.” esposta in piazza Alberica, l’iconico cavatappi di Alessi realizzato in marmo dalla Sagevan. E’ una sorta di appello al civismo il suo: "Se insieme, come comunità, al di là delle diversità, sapremo difendere la bellezza, saremo in grado di generare felicità per tutti, a partire da chi è più debole e bisognoso. Custodiamo insieme l’arte e la bellezza che possono e devono uscire dai luoghi sicuri e protetti e invadere la nostra vita quotidiana divenendo cultura e vita, proprio come il design che celebriamo con Design is back. E’ una sfida che sono certo sapremo vincere. L’arte e la civiltà vincono sempre".

Raimondi sottolinea che danneggiamento e manomissione "su due opere esposte, visionati i filmati, non sono causate da atti vandalici premeditati, ma la conseguenza di curiosità e disattenzione. Fortunatamente non c’è nulla di irreparabile per l’AnnaG che tornerà nel suo splendore, mentre la Exagon è tornata alla sua esposizione originale dopo esser stata utilizzata per un intervento di denuncia inerente conflitti internazionali". E rimarca la consapevolezza di "organizzatori, partner, prestatori e artisti, dei rischi nell’esporre in spazi pubblici opere dal grande valore artistico e culturale ma crediamo fortemente che Carrara meriti cosi tanta bellezza dopo averne negli anni generata tanta e sparsa per il mondo grazie al suo prezioso marmo e al lavoro di donne e uomini del territorio". E conclude che Carrara merita "l’entusiasmo e la gioia condivisa in questi giorni ma necessita della sensibilità e dell’intelligenza di ognuno. Siamo tutte e tutti responsabili".