Processo agli anarchici, "quei collegamenti tra attentati e giornale"

Quattro imputati alla sbarra per le pubblicazioni sulla rivista ’Bezmotivny’. Parlano gli investigatori di polizia che effettuarono le indagini a tappeto

Gli agenti di polizia davanti al circolo Fiaschi di Carrara lo scorso agosto, dopo la perquisizione che è stata effettuata all’interno del locale in via VII Luglio

Gli agenti di polizia davanti al circolo Fiaschi di Carrara lo scorso agosto, dopo la perquisizione che è stata effettuata all’interno del locale in via VII Luglio

Carrara, 31 marzo 2024 – I presunti collegamenti tra attentati sul territorio nazionale e il giornale stampato dagli anarchici sono stati al centro della prima udienza in tribunale a Massa, che vede a processo i quattro anarchici accusati istigazione a delinquere e apologia di delitti con l’aggravante della finalità di terrorismo e vilipedio al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Agli arresti domiciliari, ma presenti per l’occasione in aula il 56enne Gino Vatteroni, difeso dall’avvocato George Botti del foro di Massa, Paolo Arosio di 45 anni, Gaia Taino di 35 anni e il 27enne Luigi Palli, tutti e tre difesi dall’avvocato Fabio Sommovigo (per l’ultimo c’è anche la legale Marta Magnanini).

Davanti al giudice Fabrizio Garofalo e al pm della Procura antimafia di Genova Federico Manotti, sono state ascoltate le testimonianze degli investigatori Pietro Ardolino e Alessandra Canosa, della direzione centrale di polizia a Roma, che hanno fornito il quadro generale delle indagini che portarono all’arresto dei 9 anarchici (poi scesi a 4), la ribattezzata inchiesta ‘Scripta scelera’ che scoppiò a inizio agosto a Carrara. Nello specifico sono stati ripercorsi diversi episodi, come ad esempio l’incendio a un ripetitore della Vodafone del 2 febbraio 2021 a Genova e la rivendicazione che sarebbe stata ospitata dal giornale il primo marzo. Oppure la pubblicazione avvenuta il 7 marzo di un editoriale sulla guerra in Ucraina dove sarebbero state criticate aziende legale all’industria bellica, poi colpite da attacchi. In questo caso le difese hanno contestato questa ricostruzione perché, secondo loro, la pubblicazione ai lettori sarebbe avvenuta dopo i fatti.

Durante l’udienza è stato fissato un calendario: il 16 di aprile avverrà il giuramento di un secondo perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali, che andrà a lavorare con quello già scelto dal tribunale alcune settimane fa, la dottoressa Sandra Tommasi di Massa. Le parti si aggiorneranno al 24 maggio, poi al 25 giugno, per sentire tutte le testimonianze. Il 5 luglio dovrebbe concludersi l’istruttoria, per poi andare a sentenza, entro la fine dell’estate. I 4 imputati sono alla sbarra per le pubblicazioni sulla rivista ’Bezmotivny’, operazione che portò al sequestro di alcuni documenti conservati al circolo Goliardo Fiaschi di via Ulivi a Carrara. Per il primo reato sono accusati di aver "stampato e diffuso, anche con strumenti informatici e telematici, sull’intero territorio nazionale il periodico quindicinale ’Senza Motivo’, concepito per favorire la diffusione e la condivisione e il dibattito tra idee e pratiche anarchiche e per dar segno di forza partecipe nel progetto di distruzione dello Stato".