Un computer
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Massa, 19 febbraio 2020 - Il caffé di quel bar non ti piace? Il titolare del bar non era simpatico? Passi, la critica in fin dei conti è un diritto sacrosanto del clienti, ma attenti a scriverlo sui social network perchè si può finire nei guai. Ne sa qualcosa la mezza dozzina di cittadini massesi cui ieri ha bussato alla porta la polizia postale per notificare una denuncia per diffamazione, presentata dal titolare di una nota pasticceria cittadina, coinvolta nei mesi scorsi in una nota trasmissione televisiva, che girando l’Italia, organizzava ‘sfide’ fra locali della stessa città.

E nel suo tour era prevista anche la tappa di Massa dove a contendersi la palma di miglior pasticceria cittadina sono stati due locali molto noti; alla fine del gioco ha vinto la pasticceria ‘X’ e fin qui niente di male, ma la gara si è poi spostata nel sempre vivace mondo dei social newtork dove centinaia di cittadini massesi hanno dato il loro parere sull’andamento della gara, in tanti (troppi) casi con affermazioni diciamo un po’ sopra le righe.

Frasi buttate nel calderone del web attraverso una pagina di condivisione cittadina molto frequentata dove i clienti delle pasticcerie in gara hanno commentato le esperienze nei locali. E le recensioni per quella vittoriosa nella sfida-tv sono state in molti casi decisamente pesanti con frasi del tipo "ho trovato i capelli nell’aperitivo, per due affettati con fragole posso andare al supermarket", "paste mediocri, tratta male il personale", "il titolare è prepotente", "non sa fare il caffè" e via dicendo su questo tono, in un tourbillon di accuse e commenti al vetriolo. Chi ha scritto quelle frasi avrebbero potuto serenamente manifestare il suo dissenso di persona al diretto interessato, ma ha invece preferito buttarle in pasto al web in pieno stile ‘leoni da tastiera’.

Ovviamente fra i tanti occhi puntati sulla pagina social c’erano anche quelli del pasticcere preso di mira cui quelle frasi ben poco amichevoli hanno finito col mandare di traverso la gioia per la vittoria nella gara in tv. Ha così deciso di non lasciar cadere la cosa e passare al contrattacco: ha scaricato dal web le pagine con le frasi incriminate e denunciato per diffamazione le 6-7 persone ritenute responsabili delle accuse più gravi, quelle insomma che sono andate a ledere la dignità della sua attività di commerciante, mettendo in discussione la bontà del suo operato dietro al bancone.

Il passo successivo è stato presentare la querela alla polizia postale per le indagini del caso attraverso le pagine social: sono così saltati fuori nomi e cognomi di chi ha usato mano pesante col pasticcere. Rischiano tutti una condanna da 6 mesi a un anno e una multa salata. Insomma, se il caffè non ti piace è meglio direttamente al barista e non gridarlo ai quattro venti sul web.

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