Odio razziale e insulti. Imprenditore no vax finisce davanti al Gup. Rischia 6 anni di carcere

Nicola Franzoni alla sbarra per diffamazione e negazionismo via Telegram. Slitta a febbraio l’udienza per l’eventuale rinvio a giudizio del carrarese. Il 53enne sarebbe coinvolto nell’assalto alla Cgil di Roma del 2021.

Odio razziale e insulti. Imprenditore no vax finisce davanti al Gup. Rischia 6 anni di carcere

Odio razziale e insulti. Imprenditore no vax finisce davanti al Gup. Rischia 6 anni di carcere

Slitta poco dopo essere cominciata l’udienza preliminare che vede alla sbarra l’imprenditore Nicola Franzoni. Il 53enne è accusato di diffamazione aggravata e odio etnico e razziale nei confronti del popolo ebraico. Secondo l’indagine portata avanti dalla Procura di Massa (il fascicolo è in mano alla pm Elena Maracheschi), il no vax, già salito agli onori di cronaca perché coinvolto, secondo gli inquirenti, nell’assalto alla sede della Cgil di Roma avvenuto il 9 ottobre del 2021, si sarebbe lasciato ’andare’ nel suo canale Telegram definendo la pandemia un’invenzione delle lobby ebraiche che guiderebbero le società farmaceutiche. Inoltre, sempre l’esponente del Fronte di liberazione nazionale, sempre secondo quanto sostenuto dalla Procura, avrebbe rinnegato la Shoah e i suoi 6 milioni di morti, sostenendo che in realtà fossero soltanto 144mila decessi durante la Seconda Guerra mondiale.

Oltre alle ipotesi di reato di devastazione e saccheggio, istigazione a delinquere e violazione dell’oblbigo di dimora, tutti capi di imputazione che riguardano i fatti di Roma, adesso c’è un’altra bega per l’imprenditore originario di Lerici, ovvero negazionismo e odio razziale. Franzoni rischia ora, per queste ultime accuse, 6 anni di carcere. Nel procedimento di ieri mattina che si è consumato davanti al giudice dell’udienza preliminare Marta Baldasseroni, si è costituito legale delle comunità ebraiche italiane, l’avvocato Tommaso Levi. Franzoni è difeso invece dal legale Jacopo Memo, il quale ha chiesto il rito abbreviato per il suo assistito. La decisione verrà presa dalla Gup nell’udienza in programma per il 24 febbraio 2023.