Nuova vita nel borgo remoto, famiglia si trasferisce a Piastorla: "Scappiamo dal caos milanese"

Fivizzano, Davide Orsini e Greta Marchesi con i figli arrivano da Abbiategrasso e ripopolano il paese disabitato

La famiglia che da Abbiategrasso in Lombardia si è trasferita a Piastorla

La famiglia che da Abbiategrasso in Lombardia si è trasferita a Piastorla

Fivizzano, 19 febbraio 2024 – “Conoscevamo la Lunigiana come territorio lontano dal turismo di massa ed eravamo alla ricerca di un posto per vivere... diversamente. Ci ha colpiti un annuncio che parlava di Piastorla, minuscola realtà a 700 metri d’altezza sulle propaggini dell’Appennino Tosco-Emiliano, pressoché disabitata. Dopo le opportune riflessioni, ci abbiamo comprato casa". Chi parla è Davide Orsini e con la moglie Greta Marchesi – entrambi trentenni, operatore socio sanitario lui, tecnico della riabilitazione psichiatrica lei – sono partiti da Abbiategrasso in Lombardia per vivere a Piastorla, borgo nascosto nell’alta valle del torrente Rosaro dove i residenti si contano nel pugno di una mano. Hanno due bambini: Diana di poco più di 4 anni e Pietro, 2 mesi e mezzo.

"Una scelta fatta per dare una prospettiva di vita diversa e migliore sia a noi stessi - dice Davide - che soprattutto ai bambini. Qui i piccoli sono liberi di giocare in natura e possono farlo a contatto con gli animali domestici facendo conoscenza con quelli del bosco". Greta e Davide hanno acquistato una casa colonica disabitata da molti anni: scalini in macigno, soffitti e solai ancora in legno di castagno e la stanno restaurando. All’inizio dell’estate si trasferiranno definitivamente. Ad aiutarli e consigliarli hanno trovato un’altra coppia giovane, che vive qui da qualche anno, proveniente dalla città: Michele Ambrosini e Caterina Giannino, con la loro piccola Morgana, nata circa 2 anni fa nel piccolo borgo, dopo oltre mezzo secolo che la cicogna non vi si fermava più. "Qui abbiamo scoperto una umanità - spiega Davide - che da noi non esiste; vieni aiutato pure nelle cose burocratiche anche da persone locali che neppure conoscevamo".

"La gente se ti dà una mano lo fa senza secondi fini, ad esempio quando siamo venuti per il rogito il vicino di casa che arriva quassù saltuariamente, ci ha messo a disposizione gratuitamente la sua abitazione per una settimana - sottolinea Greta Marchesi - da noi sarebbe fantascienza. E a chi mi dice che siamo a venuti a vivere lontani da servizi e opportunità, rispondo che in città vi saranno pure 100 corsi di danza, un’infinità di cinema e altro, ma a che servono quando il lavoro ti impegna costantemente, non dandoti il tempo per usufruirne?".

"La sensazione da cui siamo stati pervasi – aggiunge Orsini – è quella di divenirne anche noi i custodi di questo piccolo borgo, di prendercene cura. Tutto sommato, con mezz’ora di auto raggiungiamo Fivizzano, dove troviamo tutti i servizi: dal supermercato,alla farmacia, alla banca, l’ufficio postale, l’ospedale. E la cosa a cui non eravamo abituati è che qui, la gente comune, gli impiegati, il farmacista , tutti ti salutano, dialogano con te: la cosa ci ha piacevolmente spiazzati. Abbiamo avuto assicurazioni che appena iniziate le scuole dell’obbligo lo scuolabus verrà a prendere e riportare a casa i nostri bambini. Per quanto riguarda il lavoro, vista la nostra professione, la notevole presenza di popolazione anziana e così pure di case di cura e di riposo, non credo dovremmo avere grosse difficoltà a trovare un impiego. Mi auguro fra l’altro, che il nostro arrivo qui, sia un messaggio per altre giovani coppie nel venire a ripopolare i borghi di montagna".

Roberto Oligeri