di Francesco Scolaro "Al momento non riusciamo ad avere risposte, soprattutto dalla Regione, su quella che sarà la sede definitiva della nuova Casa della salute di Massa. Dall’azienda sanitaria arriva qualche informazione: al momento sembra esserci un approccio realizzabile e concreto per il vecchio ospedale ma non conosciamo né i tempi né le risorse necessarie. Una soluzione rispetto alla quale non abbiamo pregiudizi e non è mia intenzione abdicare al ruolo di pianificazione urbanistica che spetta al Comune ma deve essere un percorso condiviso a più alti livelli". E’ il sindaco di Massa, Francesco Persiani, a fare il punto sul futuro della...

di Francesco Scolaro

"Al momento non riusciamo ad avere risposte, soprattutto dalla Regione, su quella che sarà la sede definitiva della nuova Casa della salute di Massa. Dall’azienda sanitaria arriva qualche informazione: al momento sembra esserci un approccio realizzabile e concreto per il vecchio ospedale ma non conosciamo né i tempi né le risorse necessarie. Una soluzione rispetto alla quale non abbiamo pregiudizi e non è mia intenzione abdicare al ruolo di pianificazione urbanistica che spetta al Comune ma deve essere un percorso condiviso a più alti livelli".

E’ il sindaco di Massa, Francesco Persiani, a fare il punto sul futuro della sanità territoriale nella città capoluogo: qui doveva nascere la prima Casa della salute complessa del territorio apuano, quella più grande e ricca di servizi (medici, ambulatori, Cup, consultorio, assistenti sociali e altro ancora) in previsione della realizzazione del nuovo ospedale per acuti, il Noa. Ma quell’idea è rimasta solo su carta, ormai dal lontano 2015. Così come sono rimaste lettera morta le altre case della salute ‘semplici’, di cui una a Marina. Il risultato è una sanità territoriale monca che ancora deve trovare indirizzi e, soprattutto, sedi idonee. Perché adeguare il distretto di via Bassa Tambura a Casa della salute complessa costa troppo: oltre 6 milioni di euro e lo spostamento temporaneo di personale, attrezzature e servizi (il che significherebbe trovare comunque una sede temporanea).

E allora dove? "Da quando ci siamo insediati nel 2018 abbiamo cercato di interloquire a tutti i livelli, dalla zona distretto Apuane alla direzione generale fino alla Regione, nelle commissioni consiliari e in consiglio comunale per individuare il percorso migliore – prosegue il primo cittadino di Massa –. Prima il Parco degli Ulivi, dietro la Fondazione Pelù, ritenuto però non idoneo. Abbiamo riproposto anche il comparto della stazione, cercato altre zone. Durante la pandemia è stata recuperata una parte del vecchio ospedale di Massa e questa sembra essere al momento l’ipotesi più plausibile".

I costi, anche in questo caso, tuttavia non sono certo banali: si va dai 10 ai 20 milioni di euro a seconda della soluzione, anche se l’ipotesi per ora maggiormente caldeggiata dall’Asl riguarda la parte vecchia dell’ex convento. "A oggi non ho ricevuto alcuna indicazione e non so quali risorse la Regione potrà mettere a disposizione: ora ci sono il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Recovery fund e tanti strumenti a disposizione. Spero che la Regione sviluppi un dialogo costruttivo. Ho già parlato con la direttrice generale e ho chiesto un confronto con il nuovo assessore regionale alla salute, Simone Bezzini, per capire se la casa della salute di Massa è nella loro agenda dei lavori".

E oltre alla casa della salute complessa ce ne saranno altre da creare sul territorio? "Sono previsioni del vecchio programma aziendale su cui non possiamo fossilizzarci, è passato tanto tempo e quel piano va rivisto – conclude il sindaco –. Costruiamo una nuova fase di dialogo. La mia idea è quella di avere una complessa di circa 4mila metri quadrati centrale, un’altra più piccola da realizzare a destra del Frigido e infine un punto di riferimento per Marina di Massa. Ma tutto deve essere discusso".