"No alla fusione con lo Zaccagna-Galilei". Gli studenti del Marconi scendono in strada

Presidio e striscioni ieri mattina davanti ai cancelli dell’istituto. "Scelte dettate da motivi economici. E la scuola ci rimette sempre..."

"No alla fusione con lo Zaccagna-Galilei". Gli studenti del Marconi scendono in strada

"No alla fusione con lo Zaccagna-Galilei". Gli studenti del Marconi scendono in strada

"No a fusioni senza progetto". Gli studenti del Liceo Marconi non ci stanno e si scagliano contro l’accorpamento previsto dalla Provincia che unirebbe lo Scientifico all’Istituto Zaccagna-Galilei con il quale convivono, fra mille difficoltà, già dal 2015 nel complesso di via Campo d’Appio. Dopo due giorni di autogestione, i ragazzi hanno tappezzato le recinzioni della scuola con striscioni e cartelli per far valere le proprie posizioni e far sentire la propria voce, "rimasta inascoltata e mai presa in considerazione".

L’accorpamento, che dovrebbe diventare realtà con il nuovo anno, secondo gli alunni e i loro rappresentanti "è insensato e fatto solamente per motivi economici: il settore scolastico, come risaputo, è sempre il primo a cui vengono tagliati i fondi. Reputiamo insensato il modo in cui la fusione è stata decisa: è stata emanata una delibera per cui nella regione Toscana dovevano essere uniti 15 istituti, in particolare 5 nella provincia di Massa Carrara, tra cui la nostra scuola. Avremmo anche voluto manifestare oggi, organizzare un presidio che comprendeva tutti gli studenti, ma non abbiamo potuto farlo perché ci siamo organizzati tardi, perché il ministero stesso ci ha fatto organizzare tardi, visto che la notizia ci è arrivata venerdì scorso".

Nel tempo ci sono state diverse riunioni per capire quali soluzioni adottare, ma, aggiunge Tommaso Marrucci, uno dei quattro rappresentanti degli studenti, "la proposta della preside di unire la nostra scuola con il Liceo Scientifico Fermi di Massa (perché sia i docenti che le persone a cui si rivolgono sono le stesse) è stata rifiutata, così come quella che ci avrebbe uniti all’istituto Montessori-Repetti per creare un unico polo liceale all’interno del comune". In questo modo, è rimasto solamente l’Itis Zaccagna-Galilei: "Noi non reputiamo l’altro istituto inferiore – ci tiene a precisare Elias El Boudlali, un altro rappresentante –. Avremmo convocato le stesse assemblee a prescindere dalle scuole a cui ci fossimo uniti. La scuola, infatti, nonostante l’accorpamento rimane tale, e la fama, accumulata negli anni è la stessa; e non saremmo neanche infelici di unirci all’Itis, giacché è una scuola dai grandi meriti anche essa nei suoi ambiti, di sicuro da non sottovalutare. Abbiamo deciso queste assemblee perché reputiamo le questioni degli accorpamenti e delle fusioni insensate".

L’obiettivo dei ragazzi è di farsi ascoltare dalle istituzioni, perché "nonostante sia la nostra scuola – aggiunge Leonardo Bernacca –, noi studenti non siamo stati presi in considerazione, siamo stati trattati come dei semplici numeri. Non viene neanche considerata la fetta di utenza a cui le due scuole sono rivolte, e cozzano completamente fra loro: le classi di concorso dei corpi docenti sono differenti e all’interno della provincia ci saranno meno istituti che chiederanno professori; anche il personale Ata sarà unito: certo nessuno perderà il lavoro, ma c’è il rischio che chi lavorava nel nostro istituto sia costretto a trasferirsi in altre scuole della provincia".

L’unione delle due scuole, che prenderà il nome di Istituto Istruzione Superiore Zaccagna-Galilei-Marconi con sede direttiva nell’istituto di Viale XX Settembre, s’è resa necessaria perché il Marconi non raggiunge la soglia minima di 600 studenti per mantenere la propria "indipendenza". "Vogliamo essere indipendenti – conclude il quarto rappresentante Paolo Marino – e vogliamo esseri considerati, vogliamo che l’anno prossimo a rappresentare gli studenti della nostra scuola ci sia un adeguato numero di persone, perché rischiamo che come rappresentanza degli studenti ci siano ragazzi che dovranno gestire più di mille studenti".