Vinicia Mazzoni e il marito Vincenzo
Vinicia Mazzoni e il marito Vincenzo

Empoli, 15 gennaio 2020 - Una calligrafia antica. Garbata, ricercata, come soltanto il più prezioso dei messaggi può meritare. Tutto su una busta ormai segnata dal tempo contraddistinta da francobollo, timbro postale, ‘per via aerea’ e il destinatario: "Vinicia Mazzoni, piazza Alessandro Marchetti 28, Pontorme Empoli (Firenze)". La lettera è stata spedita il 18 giugno 1943, ma sarà consegnata soltanto in questi giorni alla signora Vinicia, oggi nonna felice di 98 anni e ormai vedova dell’innamorato di allora, poi fidanzato e marito.

A recapitargliela sarà un empolese, Paolo Pianigiani: amministratore del gruppo Empoli nostra, Pianigiani ha casualmente scovato la lettera, anzi due, nel mare magnum del web. Incuriosito l’ha pubblicata sul gruppo social ed è stato contattato dal nipote della donna, il carrarese Davide Cappuccini. Una storia che non può che far sorridere. La donna potrà finalmente aprire quelle missive speditele dal futuro marito mentre infuriava la guerra e l’uomo, Vincenzo, era militare in Sardegna. Viveva lontano da casa e dagli affetti e da quel suo grande amore che aveva promesso che lo avrebbe atteso al suo ritorno. Così è stato.

Finita la parentesi bellica, la coppia si è ricongiunta, si è sposata, ha vissuto a Carrara. Fino a quando, nel 2005 Vincenzo purtroppo è scomparso e Vinicia si è trovata a fare i conti con un grande vuoto. A raccontare la commovente vicenda è lo stesso Pianigiani, affidandola a un racconto non a caso ribattezzato ‘Storia d’amore’. "Sono all’estero, devo aggiornare la cover del gruppone – scrive riferendosi a Empoli nostra –. Cerco nel web. Inserisco le solite parole magiche: Empoli, cartoline... Quasi subito, su un sito specializzato nella vendita di documenti antichi, appare una serie di buste azzurrine: posta militare, mi dico, non interessa, ma l’occhio mi casca su un aeroplanino e un indirizzo: posta aerea e piazza Alessandro Marchetti, Pontorme, Empoli".

La foto della cartolina finisce così su Empoli nostra. Passano alcuni giorni, "poi mi arriva una telefonata assolutamente inaspettata – ricostruisce –. E’ Davide, da Carrara. Gli ha dato il mio numero un amico comune. Vinicia, sua nonna, ogni 10 minuti vuole il telefonino, per riguardare la lettera che non ha mai avuto". Scatta la necessità di ritrovare la lettera. Ed ecco che entra in campo un altro empolese.

"Penso subito a Giovanni Guerri – racconta Pianigiani –. E’ uno dei grandi collezionisti di cartoline empolesi, ma anche di documenti e ricordi nostri. Parte il messaggio con la richiesta. Giovanni non risponde, è medico, è al lavoro". Ancora un po’ ed ecco "finalmente arriva la risposta di Giò" con la certezza che le lettere per Vinicia sono due e sono all’asta. Agitazione, fino a quanto Pianigiani riceve il messaggio più atteso: "Sono nostre, sono già in viaggio. Avverti Davide". Così, 15 anni dopo la morte di di Vincenzo, nonna Vinicia potrà di nuova essere accarezzata dalle parole del suo amore, tanto forte da vincere anche la morte.
© RIPRODUZIONE RISERVATA