La movida unisce i giovani. La battaglia di Timbro in difesa della vita notturna: "Prima di noi la desolazione"

Il titolare dei locali di via Rinchiosa ricorda il vuoto che c’era in precedenza "Lasciamo che i ragazzi abbiano spazi per conoscersi e stare insieme".

La movida unisce i giovani. La battaglia di Timbro  in difesa della vita notturna: "Prima di noi la desolazione"
La movida unisce i giovani. La battaglia di Timbro in difesa della vita notturna: "Prima di noi la desolazione"

Come è cambiata negli anni via Rinchiosa, quella che oggi tutti chiamano zona movida? Ce lo racconta Giacomo Timbro, l’imprenditore del mondo della ristorazione che con la sua visione è riuscito ad attirare sul litorale i ragazzi, ma anche colui che ha voluto una zona pedonale più allargata rispetto al passato. Giacomo è il titolare del Bon Pro’, il primo ristorante del quadrilatero della movida, costruito sulle rovine di una vecchia abitazione. Ma in zona movida ci sono anche il Porfirio, raddoppiatto rispetto al passato, e il Drop, un locale di grande moda. Tuttavia nel quadrilatero del divertimento si è aperta da tempo una battaglia fra i residenti che chiedono ordine e tranquillità e gli operatori del turismo che cercano di attrarre persone e giovani.

"È ovvio che per alcuni può essere dannoso avere così tanta vita sotto casa, ma non dimentichiamoci mai di cosa era prima quella zona – dice Giacomo Timbro –, il silenzio, il buio delle vetrine, gli spazi non occupati da negozi o locali, portano solo il proliferare di malavita, problemi seri e caos che, forse più silenziosi, potrebbero però fare molto più rumore. I ragazzi hanno bisogno di un luogo dove stare, insieme, uniti e dove conoscersi e vivere la propria vita. E questo luogo è la movida. Cercare di chiuderla o fermarla – prosegue Timbro – è l’errore più grave che si possa fare. Certo migliorarla è possibile e lo vogliono anche i commercianti e i titolari dei locali, ma fare una guerra spietata a chi dà posti di lavoro e investe non è la strada giusta. Il Comune deve prendere una decisione sensata e forte – prosegue Timbro –, come in ogni città che funziona serve una movida, e la nostra è ben delineata da anni".

"Tutto questo seguendo i parametri dati dalla regione – spiega Timbro –. Il tempo passa inesorabilmente e si perdono anche alcuni ricordi che scandiscono precisamente i cambiamenti di un’area come quella di Marina di Carrara, e precisamente la centralissima via Rinchiosa, adesso centro nevralgico della movida, ricca di locali e negozi".

L’amarcord di Timbro nasce da due foto messe a confronto: prima e dopo la nascita del suo locale. "La storia è risalente agli anni 2000, quando in quel tratto di strada era presente il Tei, poi diventato Porfirio – prosegue Timbro –, nato da quello che doveva essere l’ingresso del parcheggio del palazzo, ormai in decadimento, che si erge proprio nella zona movida. Il Porfirio, come il Tei prima di lui, hanno segnato un’epoca e tutt’ora sono aperti, ma con grossi investimenti nel migliorare la location, sia strutturali sia di design". Giacomo Timbro e Arianna Bianchi, marito e moglie, arrivano nel 2015, in estate e vedono questa abitazione con giardino interno e danno spazio alla fantasia. "A volte le cose più belle nascono proprio dai sogni ed ecco il Bon Pro’ – aggiunge Timbro - negli anni l’abbiamo ampliato inglobando i locali circostanti. Il secondo step è stato il Drop, con un dehor esterno ben curato e meta degli amanti dei cocktail raffinati. Il terzo step è stato di rilevare il Porfirio".

Alessandra Poggi