Il luogo della tragedia a Marina di Massa
Il luogo della tragedia a Marina di Massa

Massa, 7 dicembre 2019 - Al dolore in alcune storie sembra non esserci mai fine e ad episodi atroci si possono aggiungere risvolti che alla lettera sono giuridicamente ineccepibili, ma sotto il profilo umano affondano il coltello nei cuori, senza alcuna pietà, delle vittime di vicende drammatiche, vicende che rischiano di diventarlo ancora di più. Ammesso che il più sia quantificabile. Per le due figlie di Cristina Biagi e quindi per i familiari di questa giovane donna uccisa dal marito Marco Loiola il 28 luglio del 2013, che dopo aver ferito un uomo napoletano e ammazzato la moglie si è tolto la vita, potrebbe aprirsi, formalmente è successo, un capitolo sotto il profilo civile. L’Inps batte cassa: vuole la restituzione di una somma superiore ai centomila euro. «Agli eredi di Marco Loiola, alle due figlie, sono arrivate due lettere da parte dell’Inps che chiede oltre centomila euro» spiega l’avvocato Francesca Galloni, l’avvocato di fiducia della famiglia Biagi. Ma come da cosa nasce questa richiesta?

«Il giorno della tragedia - spiega il legale - prima di uccidere Cristina Biagi e di togliersi la vita Marco Loiola ha ferito un uomo e il nuovo “capitolo” nasce da questo. L’Inps chiede agli eredi oltre 100mila euro (124mila per la precisione, richiesti con due lettere dell’avvocato dell’Inps datate ottobre 2019) che comprendono le spese di indennità di malattia per questo signore e l’assegno di invalidità erogato altrimenti passerà al recupero coattivo. Le figlie hanno ereditato l’appartamento dei genitori, in cui non vivono. La casa, in comunione dei beni, ha un valore inferiore alla cifra richiesta dall’Inps. Inoltre hanno ereditato una pensione che il nonno, che è giuridicamente il tutore perché sono state affidate a lui, mette da parte per il loro futuro. La richiesta dell’Inps è una richiesta legale anche se umanamente resta difficile comprenderla». In questi giorni l’avvocato Galloni sta studiando la strategia difensiva: «In prima istanza spero che l’Inps valutando la situazione receda dalla richiesta, ripeto legale, che ha avanzato. In seconda ipotesi che si possa arrivare a transare una cifra ben diversa da quella che è stata richiesta, una cifra che si basi sulla situazione di questa famiglia». «Questa vicenda - sottolinea con amarezza Francesca Galloni - mette il dito su un aspetto dei femminicidi che ancora non emerge con la rilevanza necessaria. Vittime di violenza non sono solo le donne che vengono uccise ma anche i familiari che restano e in questo caso due figlie».
 

La cifra che l’Inps chiede alle due figlie di Cristina Biagi inviando due lettere indirizzate «agli eredi» è una cifra che metterebbe in pericolo, anzi travolgerebbe il futuro di queste due ragazzine. Futuro che nonno Bruno, tutore, e la nonna Fiorella, stanno proteggendo. «La cifra che l’inps contesta - ribadisce Francesca Galloni - è molto superiore al valore dell’immobile che hanno ereditato». L’Inps ha dato dieci di giorni di tempo altrimenti dalla parole si passerà ai fatti concreti. L’avvocato Galloni con la famiglia Biagi è al lavoro perché la dura logica giuridica non travolga il domani di queste due ragazzine. E visto che siamo in clima natalizio c’è da sperare che questa vicenda atroce abbia almeno in questo caso un epilogo diverso. Nessuno vuole sottrarsi ad un risvolto che legalmente non è contestabile, ma sarebbe bello che una volta i sogni diventassero realtà, una realtà sempre dolorosa ma che ha comunque la speranza di un futuro.
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