I carabinieri di fronte a una delle strutture
I carabinieri di fronte a una delle strutture

Massa, 9 dicembre 2020 - «Un bimbo era stato imbottito di calmanti perché non desse più problemi. A Natale? Poverini, si erano vestiti bene, pensavano di fare festa: nel piatto del cenone però hanno trovato soltanto insalata e un surgelato".

È scioccante il racconto di una professionista dei servizi sociali che svela l’aspetto più terribile dell’inchiesta della procura di Massa che, dopo due anni di indagini, ha portato all’esecuzione di 8 arresti con l’accusa di corruzione e all’iscrizione di 16 persone nel registro degli indagati.

Un terremoto politico: ai domiciliari anche il sindaco di Villafranca in Lunigiana Filippo Bellesi, oltre ai vertici della Cooperativa Serinper che gestiva l’accoglienza dei minori tra Massa, Montignoso e Lunigiana. E tra gli indagati nomi noti, come il presidente della Provincia e sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, il presidente del consiglio comunale di Massa Stefano Benedetti, dirigenti pubblici e anche Rosa Russo, giudice onorario del tribunale di minori di Firenze. E alla già lunga lista si aggiunge anche l’assessore al Sociale di Montignoso, Giorgia Podestà: le viene contestato il favoreggiamento nell’apertura di una nuova struttura nel comune in cambio di assunzioni.

Le violenze sui piccoli ospiti delle strutture di accoglienza gestite dalla cooperativa sono l’aspetto più terribile dell’inchiesta: bambini fragili trattati come numeri di un conto economico, usati per fare profitto, gestiti in modo che non dessero problemi. Poco importava che avessero freddo, fame, che non potessero essere bambini.

Dalla testimonianza emergono particolari inquietanti. "I vicini delle strutture di Aulla non hanno mai visto i bimbi fuori a giocare. E pensare che hanno anche un giardino molto grande. Per poi non parlare dell’alimentazione: il frigorifero era quasi sempre vuoto, facevano la spesa una volta la settimana e molte volte capitava che i bimbi dovessero dividersi i pasti. Mi ricordo un adolescente particolarmente agiatato: lo hanno imbottito di tranquillanti perché si calmasse e non desse più problemi".

I particolari dell’inchiesta fanno emergere un mondo di mezzo dove connivenze e favoritismi legavano politica, sanità e anche giustizia. L’obiettivo? Aumentare i guadagni. La vita dei piccoli ospiti barattata con assunzioni, magari un posto da cuoco a chiamata, il figlio o l’amico da mettere a posto.

Poco importava se nelle case di accoglienza c’erano carenze strutturali, se i bimbi venivano ammassati come nei lager, se mangiavano poco o niente. Il profitto contava di più del benessere di un piccolo ospite. Tra gli arrestati per corruzione, come detto, c’è anche il sindaco di Villafranca che, come si legge dall’ordinanza della Procura della Repubblica, è finito ai domiciliari perché in cambio di tre assunzioni di amici di lunga data avrebbe "concesso in deroga alla Serinper di operarare nella struttura ’Bastian’ di Villafranca nonostante il personale del comune e l’Asl avessero già segnalato gravi carenze strutturali".

Ovvero poter accogliere più minori disagiati di quanto la struttura potesse ospitare e "per aver omesso di revocare le autorizzazioni al funzionamento e accreditamento e di disporre immediatamente la chiusura dell’immobile e delle relative attività di conoscenza delle gravi carenze strutturali dell’immobile in cui operava la comunità Casa Bastian gestita dalla Serinper".