Nazzareno Catalano
Nazzareno Catalano

Massa, 29 novembre 2020 - Il Covid-19 le ha portato via il padre e nel giorno più doloroso Chiara Catalano, medico ospedaliero, figlia di Nazzareno Catalano, dottore amato e stimato dalla comunità, raggiunta al telefono da La Nazione, ha la forza di lanciare un appello affinché nessuno sottovaluti e prenda sottogamba il virus. Chiara Catalano è un medico ospedaliero, anche lei tutti i giorni in prima linea, anche lei faccia a faccia con il virus.

Dottoressa Catalano, innanzitutto grazie di rispondere a La Nazione. Lei aveva utilizzato i social per lanciare un appello a tutti noi: qual è?
"Il Covid-19 - dice - non è un complotto, non è un’invenzione per chissà quale motivazione politica o economica. Il Covid-19 è un virus pericoloso. Non è una banale influenza e allora dico che le regole per limitarne il contagio devono essere seguite senza discussioni".

Ricordiamo queste regole?
"L’utilizzo della mascherina, l’assoluto divieto degli assembramenti perché è lì che il virus si diffonde. Io spero che oggi pomeriggio (ieri per il lettore) nel saluto a mio padre le regole siano rispettate perché mio padre come medico ne sarà felice. Anzi, mi piacerebbe che chi ha conosciuto mio padre da oggi fosse integerrimo nel rispetto delle regole" (il tono di voce di Chiara Catalano, professionista di gran valore, si incrina e testimonia una grande e dignitosa commozione).

Dottoressa, lei nel rispetto dei protocolli ha seguito suo padre nei giorni del ricovero: come ha visto i suoi colleghi?
"I medici sono stremati e nonostante questo il loro impegno è immenso. Sono stanchi e con amarezza dico che spesso il sistema sanitario è lasciato da solo e allora vorrei lanciare un secondo appello, questa volta alle istituzioni: non lasciate solo l’apparato sanitario, non lasciate soli i medici e tutti gli operatori sanitari che in questi mesi stanno dando tutto".

Il pensiero di Chiara Catalano va, senza dirlo, a suo padre, al medico che amava i pazienti chiunque fossero e allora prima di concludere la conversazione telefonica dice ancora una volta: "Il virus non è un’invenzione. In nome di Dio, indossate la mascherina, state alle regole: tutelate, così, la salute e la vita di tutti".

Il rispetto delle regole in ricordo di Nazzareno Catalano che il virus a pochi giorni dal Natale ha strappato alla famiglia e ai suoi pazienti. Ieri, nel Santuario della Madonna dei Quercioli, l’ultimo commosso saluto al medico amato e ricordato da tutti con grande affetto, come l’amico e collega Pier Angelo Battistini: "Se n’è andato un grande medico, una grande persona: la Casa della Salute di Montignoso lo abbraccia", parole alle quali si aggiungono quelle del sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti, che ne ricorda le doti personali. "Era un medico di una volta, vicino ai suoi pazienti e alle famiglie dei pazienti. Alla moglie e ai tre figli, due femmine ed un maschio, l’abbraccio della comunità". Cosa aggiungere? Le condoglianze de La Nazione e una grande riconoscenza per l’appello alla coscienza e al senso civico di ciascuno di noi.