Massa Carrara, 2 marzo 2021 - Non capita a tutti che un ministro ti scriva e che la lettera balzi agli onori della cronaca nazionale. E’ accaduto a Giovanni, anzi a Giancarlo (questo il suo vero nome), l’anziano 91enne di Carrara che vuole donare il suo vaccino anti Covid alla mamma di un ragazzo disabile che non può ricevere la dose. Giancarlo ha risposto all’accorato appello di Cinzia, mamma di Mattia. Un gesto che ha colpito il neo ministro per la disabilità Erika Stefani, che gli ha scritto, tramite il nostro giornale, per ringraziarlo ed elogiarlo per la sua sensibilità, promettendo il massimo impegno per trovare una soluzione a un problema che riguarda tante famiglie in Italia. Giancarlo, sempre tramite La Nazione, ha letto e apprezzato. Ma ecco la sua risposta.

«Se lei, gentile ministro, vuole concretamente manifestare il suo plauso allora la prego e la imploro di autorizzare il medico a vaccinare al mio posto una madre in ansia per il proprio figlio. E’ giusto rispettare le regole per evitare abusi e soprusi, ma in questo caso lo scambio non ha queste caratteristiche. E lei ha l’autorità di autorizzare lo scambio. Eserciti la prego la sua autorità, solo cosi mi sentirò pienamente soddisfatto. Mi rendo conto delle molte difficoltà. Auguro a lei e a tutti i suoi colleghi buon lavoro. Siete l’ultima speranza della mia progenie".

Insomma, Giancarlo va dritto al sodo, per lui contano i fatti più delle parole, seppure importanti, e non fa un passo indietro circa la sua volontà di donare la sua dose di vaccino. Chiede certezze che il suo gesto diventi realta. E attende la risposta delmedico sulla sua richiesta di rinvio del vaccino prevista per giovedì. "I genitori dei disabili – aggiunge – svolgono anche il ruolo di medici e infermieri, pertanto avrebbero diritto in modo prioritario, come i sanitari, al vaccino".

Intanto a Massa la mamma del ragazzo disabile, la signora Cinzia, da cui è partita questa ’battaglia’, è diventata il punto di riferimento di tante altre famiglie che vivono la sua stessa condizione e la sua stessa paura. Sta ricevendo messaggi di solidarietà da più parti e due associazioni importanti, come Anfass e Aias, si sono subito schierate in prima linea assieme a lei. La ’battaglia’ si allarga. L’Asl, quindi la Regione, consapevole di questa criticità, è all’opera per trovare una soluzione nel rispetto del protocollo in materia di vaccini.