Il Bivacco Aronte
Il Bivacco Aronte

Massa, 30 maggio 2020 - Il Bivacco Aronte, il più vecchio e il più in alto delle Alpi Apuane, è finalmente stato riconosciuto dalla Soprintendenza come edificio di interesse culturale. E una fine diversa non avrebbe avuto proprio ragione d’essere scritta. Si tratta infatti di un raro esempio di storico bivacco alpino, sulle Apuane, un unico vano attrezzato per ospitare fino a dieci persone, edificato a 1.642 metri di altezza, a breve distanza dal passo della Focolaccia, snodo per le imprese degli alpinisti prima liguri (Bozano, Questa e Figari) e poi toscani (Pontecorvo e altri).

A dare notizia della decisione della Soprintendenza la sezione di Massa del Cai che proprio il 4 gennaio era scesa in piazza, a Massa, insieme a migliaia di persone per contestare l’attività estrattiva selvaggia sulle Apuane che rischiava di mettere in pericolo anche l’Aronte, diventato poi il simbolo della protesta ambientalista. “Noi soci del Cai di Massa che ci abbiamo creduto sin dall'inizio siamo evidentemente soddisfatti. Per tutti gli escursionisti, gli alpinisti, gli amanti delle nostre Apuane, il Bivacco Aronte è un simbolo, un mito vero e proprio, l'emblema dell'avventura senza mezzi termini. Capiamo come potesse avere affascinato personaggi di un certo calibro come Enrico Fermi o come sia stato ritratto fotografato, filmato in ogni stagione e da ogni lato”, sottolinea il Cai in una nota.

Eppure arrivare a questo riconoscimento non è stato semplice visto che a un certo punto il mappale cartografico del Bivacco Aronte, per un ‘errore burocratico’, era finito all’interno dell’area in concessione a una cava. “Non è stato facile lavorare per riprendere il possesso ufficiale (moralmente è sempre stato proprietà di tutti gli amanti della montagna) di questo spicchio rosso sulle Apuane, non è stato facile far capire l'importanza culturale di questo bivacco” prosegue il Cai di Massa che lo ha in gestione mentre la proprietà appartiene al Cai Ligure di Genova: “Insieme non abbiamo mai mollato e la nostra perseveranza ci ha dato ragione".

"La Soprintendenza ci ha comunicato che è partita la procedura amministrativa per il riconoscimento del Bivacco Aronte come immobile di interesse culturale in base al decreto legislativo 42/2004 con questa motivazione: ‘Nel corso di più di un secolo dalla sua fondazione è stato, ed è tuttora, custode della storia dell'alpinismo, delle vicende umane legate agli eventi belli della seconda guerra mondiale, oggi, ancora approdo sicuro per gli escursionisti e testimone silenzioso del fenomeno legato alle attività estrattive che contraddistinguono pesantemente questa straordinaria area montana’. Crediamo che sintesi migliore non potesse essere fatta per valorizzare il nostro bivacco Aronte e quando il 4 gennaio siamo scesi in piazza per difenderlo ne avevamo tutte le ragioni. Già da oggi quindi, in base alla normativa, il Bivacco Aronte è sottoposto ai vincoli e alla protezione come immobile di interesse culturale. In attesa che si completi la procedura avviata dalla Soprintendenza – conclude il Club alpino -, vogliamo porgere un ringraziamento particolare alla professoressa Franca Franca Leverotti che ha raccolto minuziosamente il materiale storico e fotografico che ci ha permesso di arrivare a questo straordinario risultato”.

Francesco Scolaro