"Dov’è il progetto delle essenze da piantumare?"

I pini di Carrara, simbolo della città, vengono abbattuti per motivi di sicurezza. La mancanza di comunicazione da parte dell'amministrazione ha deluso i cittadini. Si spera in un progetto di ripiantumazione adeguato.

“I pini che a Carrara alti e schietti/ Van da San Ceccardo in duplice filar,/Quasi in corsa giganti giovinetti/Mi balzarono incontro e mi guardâr./ Mi riconobbero, e – Ben torni omai –/Bisbigliaron vèr’ me co ’l capo chino / Perché non scendi? Perché non ristai? / Fresca è la sera e a te noto il cammino.”

Questo penso, passando sulla salita di San Ceccardo, mentre vedo le squadre di taglio in atto. Purtoppo non ho fatto in tempo a tornare più stabilmente, dopo 30 anni di lavoro e residenza fuori (visto che a Carrara il lavoro non c’è), che un mese dopo li stanno tagliando: “i pini sono malati e pericolosi. I pini danneggiano i marciapiedi e le strade e sono a rischio caduta da vento.” Per 49 anni della mia vita questi pini hanno rappresentato per me l’andare a Carrara, da Marina, dai miei nonni, che abitavano subito sopra. Posso capire che i pini siano un pericolo, a seconda delle collocazione, e rappresentino, con le loro radici affioranti, un rischio. Avrei però apprezzato un comunicato alla popolazione da parte dell’amministrazione, perchè i pini fanno parte della ns città da sempre. Gli alberi, i pini in particolare, oltre che un contesto paesaggistico ci hanno dato frescura e ossigeno. Rappresentano luoghi simbolo della ns città, come in questo caso. Avrei gradito un comunicato alla città, con tanto di progetto di ripiantumazione. Nel 2023 ci sono tutti i canali, dalle ns amministrazioni inutilizzati, del caso. Mi auguro che vengano ripiantati alberi a folta chioma, non palme, alberini o cespugli, o quel viale diventerà un forno per le case e per chi. d’estate, volesse fare 2 passi (ardui per la mancanza di marciapiedi idonei, a volte per le radici ma molto spesso per le buche mai riparate e per le auto parcheggiate selvaggiamente) verso mare. Mi auguro che non accada ai pini di San Ceccardo e di Via Don Minzoni la sorte toccata ai pini della Venere, rimasta nuda, senza cornice arborea, a vantaggio di un’orrenda facciata di palazzo che molto cambia la vista a chi arriva in città. “Addio, pini sorgenti d’ombra e d’ossigeno, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari”.

Dott.sa Federica Tommasi