Don Luca Morini, 'don Euro'
Don Luca Morini, 'don Euro'

Massa, 4 settembre 2019 -  «Mi sono sentito preso in giro perché di tutte le promesse che mi aveva fatto, l’inserimento nel mondo del lavoro e i regali di lusso, non era accaduto nulla. E quando ho scoperto che era un sacerdote l’ho chiamato al telefono per dirgli che avrei segnalato il suo comportamento alla Curia. Cosa che ho fatto».

E’ mezzogiorno quando depone davanti al giudice Francesco Mangiacapra, l’avvocato napoletano che, negli anni scorsi, ha fatto l’escort come provocazione perché non trovava lavoro: il maggiore accusatore di Luca Morini, il parroco di Caniparola (Massa Carrara) originario di Vecchiano (Pisa) che su decisione del Vaticano è stato ridotto allo stato laicale, depone davanti al collegio presieduto da Ermanno De Mattia, sulla vicenda giudiziaria che ha fatto scalpore nell’opinione pubblica e ha portato sul banco degli imputati Luca Morini, il parroco di Canipaorla che avrebbe utilizzato le offerte della parrocchia per pagarsi il «vizietto», cioè gli incontri sessuali di lusso con giovani che si prostituivano.

Ieri per un’ora Francesco Mangiacapra ha ricostruito il rapporto con Luca Morini e l’intera vicenda che è un processo rispondendo alle domande del pm. Solo qualche minuto prima dell’inizio dell’udienza Francesco Mangiacapra era arrivato in tribunale con un effetto sorpresa: coperto da un lenzuolo bianco, con il volto nascosto. «Mi sono nascosto il volto per denunciare l’omertà che ha coperto questa vicenda. In aula risponderò a tutte le domande e lo farò senza chiedere l’udienza a porte chiuse». Così è stato: Francesco Mangiacapra, dopo aver permesso al personale di vigilanza di fare il proprio lavoro e di identificarlo, è entrato in tribunale a volto coperto per scoprirsi in aula. Mangiacapra si è seduto al banco dei testimoni e ha risposto alle domande del pm Alessandra Conforti : «Ho conosciuto Luca Morini nel febbraio 2013 a Napoli in una discoteca famosa, un locale per scambisti omosessuali. Era con un ragazzo che gli procurava i contatti con altri ragazzi. A me si è presentato come “Luca, magistrato toscano”. E quella sera stessa con l’altro ragazzo sono andato in albergo con lui. Mi accorsi che era un personaggio molto particolare che amava raccontare aneddoti e storie che aveva con i ragazzi e che amava sfoggiare le sue possibilità. Gli piaceva ostentare. Mi disse che poteva aiutarmi ad inserirmi nel mondo del lavoro».

Cinquanta euro il costo della prestazione. Il secondo incontro con Morini, all’epoca don Luca Morini, ha riferito Mangiacapra, risale al 2015 sempre a Napoli. Dopo il secondo incontro è nato un rapporto telefonico. «Abbiamo avuto un lungo rapporto fatto di telefonate con sesso telefonico. E promesse di lavoro... sapeva che ero avvocato». E’ stata proprio una telefonata a smascherare Luca Morini. Era della parrocchia di Caniparola. Il numero che ha dato il “la” alla storia-scandalo.

Maria Nudi