Commercio in profondo rosso ’Bruciati’ 160 negozi in centro . Il Comune tenta il rilancio

I dati dell’Isr descrivono uno scenario allarmante: perso il 50 per cento del fatturato in 10 anni. Previsti contributi per chi apre nel ’cuore’ cittadino, Marina e nei viali Roma e San Leonardo.

Commercio in profondo rosso ’Bruciati’ 160 negozi in centro . Il Comune tenta il rilancio

Commercio in profondo rosso ’Bruciati’ 160 negozi in centro . Il Comune tenta il rilancio

di Patrik Pucciarelli

Si riapre il bando del comune di Massa per erogare fondi a sostegno del commercio nella cornice della perdita di 50% di fatturato in 10 anni. A annunciare il calo è l’istituto di studi e ricerche (Isr) della Camera di Commercio Toscana Nord Ovest che in un report, presentato dalla Commissione attività produttive di Massa a inizio anno, cerca di fare il punto su una situazione di attività costrette a chiudere e chi prova a riaprire. Per risollevare l’asticella torna quello che si palesa come strumento destinato ad aiutare il rilancio delle attività cittadine ossia "50mila euro stanziati con variazione di bilancio -ha spiegato il vicesindaco Andrea Cella - fino a un massimo di 4mila euro per chi apre una nuova attività e 6mila per chi si insedia in fondi che sono sfitti da almeno 24 mesi, ma chi ha già ricevuto il contributo nel 2022 non potrà richiederlo di nuovo. Il bando si aprirà il 23 ottobre e si concluderà il 20 novembre riguarderà gli esercizi commerciali di Massa Centro, Marina e le attività del viale Roma e viale San Leonardo".

Somme che saranno erogate attraverso quello che è poi il Regolamento di valorizzazione luoghi del commercio, che stabilisce anche quali sono le zone di interesse, gli interventi autorizzati e tutte le definizioni del caso. "Questa è un’estensione di portata al regolamento e il nostro lavoro sarà proprio quello di portarlo anche nella parte montana" ha sottolineato Cella. Un salvagente per le attività nel quadro dell’Isr dove si legge che "a Massa il commercio in sede fissa ha perso in un decennio 130 attività cioè -11% e 30 imprese ambulanti in meno. Questa perdita generale del commercio si è trasformata in parte in somministrazione, settore che è cresciuto di 100 imprese"

Per fare un esempio "nel 2011 c’erano oltre 560 esercizi, tra fissi e ambulanti, che vendevano prodotti legati alla moda (abbigliamento, calzature, articoli sportivi) nel 2022 sono diventati 460 registrando un -22%. Riguardo al commercio alimentare, fisso e ambulante, nel 2011 avevamo quasi 360 attività tra supermercati, negozi di frutta e verdura, macellerie, pescherie, rivenditori di bevande, mentre oggi questo esercito è diminuito di quasi 60 unità registrando un -16%". La situazione del commercio "è in continuo mutamento - ha concluso il vicesindaco - da una parte vede chiusure dall’altra vede aperture. C’è stato un forte ritorno dai centri commerciali alle attività del centro città ma di sicuro covid e guerre hanno indebolito la sicurezza di chi compra. Questo contributo noi lo abbiamo fatto per dare un incentivo ai giovani imprenditori un incoraggiamento anche fattivo a chi vuole provare una nuova attività".

Somma che può essere utilizzata "non solo per lavori edili ma anche per la parte tecnologica - ha poi preso la parola il presidente della commissione attività produttive, Filippo Badiali -, per le attrezzature necessarie all’attività con l’opportunità di accedere al finanziamento sia su lavori già eseguiti che su lavori ancora da eseguire".

Una nota positiva verso il contributo è quella del coordinatore della Confesercenti provinciale Adriano Rapaioli favorevole "quando l’amministrazione trova risorse da distribuire agli operatori in quello che è un quadro di troppi fondi sfitti". Proprio sui fondi sfitti conclude la presidente del direttivo Ccn ‘Massa da Vivere’, Elisabetta Zanetti con "fondi dove chiedono affitti elevati e quindi chi vuole aprire un’attività è costretto ad andare fuori dal centro città. Bisogna sostenerla nel tempo una spesa elevata e di questi tempi non è facile".