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12 mag 2022

Muore giovane madre, aveva solo 39 anni

Si è spenta dopo una malattia fulminante Clio Ritschl: lascia una bambina di nove anni, Celeste, e il marito Michel Mussi

12 mag 2022
alessandra poggi
Cronaca
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Clio Ritschl
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Clio Ritschl

Carrara, 13 maggio 2022 - Se n’è andata in punta di piedi, come nel suo stile Clio Ritschl. Aveva 39 anni e un male incurabile e fulminante, l’ha strappata all’affetto dei suoi cari e dalla sua adorata bambina Celeste, di soli 9 anni. Per lei nessuna cura ha funzionato. I funerali si svolgeranno nella chiesa di San Pietro di Avenza stamani alle 11. Clio originaria di Senigallia (Marche), si era trasferita a Carrara una quindicina di anni fa per sposarsi con Michel Mussi.

Nel 2012 la nascita della loro bambina Celeste. Clio lavorava nel camping dei suoceri, il Giardino di Gianni Mussi, molto conosciuto in città, come anche i figli. La morte di Clio ha spezzato il cuore a tutte le persone che hanno avuto l’onore di conoscerla. Centinaia le manifestazioni di affetto che hanno circondato la famiglia di Mussi e di Clio, arrivata in città per l’ultimo saluto. Chi l’ha conosciuta la porterà nel cuore. Una persona gentile, raffinata e colta. Mai fuori posto. Sempre disponibile e sorridente.

Una donna di un’educazione estrema, come estrema era la sua riservatezza. Clio era una persona che camminava in punta di piedi, al punto da dire che era malata solo alla ristretta cerchia dei familiari. Amante della cultura e della lingua orientale, da anni studiava con passione il giapponese, e forse questa cultura ha inciso sulla sua già innata personalità discreta. Impossibile non commuoversi nel leggere i messaggi di cordoglio sulla bacheca del camping Giardino e del profilo di Gianni Mussi. Clio era tutto questo, anzi di più. Come qualcuno ha scritto "Clio hai sempre volato alto, stavolta troppo alto. Non dovevi farlo". Clio era una forza della natura, un mix di raffinatezza e umiltà. Mai una nota di troppo.

Si era laureata in comunicazione pubblicitaria all’università degli studi Carlo Bo di Urbino, e dopo gli studi si era dedicata al perfezionamento della lingua giapponese, da cui era talmente affascinata da recarsi in Giappone non appena poteva. Un paese che era molto affine al suo carattere a cominciare dal rispetto degli altri. Chi l’ha conosciuta può giurare di non averle mai sentito dire una parola cattiva verso qualcun altro. Oltre al giapponese amava i gatti. Ne aveva quattro (uno di quasi vent’anni) e per lei erano come figli. Clio era una persona davvero speciale, e come hanno detto e scritto di lei gli amici e i conoscenti: "lascerà un vuoto incolmabile, perché lei era ad un livello superiore".

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