I vigili del fuoco sul luogo della tragedia
I vigili del fuoco sul luogo della tragedia

Carrara, 15 aprile 2019 -  «E’ stato  ritrovato verso le 6 il corpo senza vita di un cavatore rimasto sepolto ieri tra i detriti in una frana avvenuta avvenuta in una cava di marmo a Carrara». L'avevano reso noto i vigili del fuoco che continuarono a cercare il corpo di un collega: sono passati tre anni fa, da quel terribile 14 aprile 2016, quando si consumò una delle tragedie più spaventose alle cave. Poco dopo le 8,30 i vigili del fuoco hanno trovato anche il corpo del secondo cavatore rimasto sepolto dai detriti in seguito alla frana i nella cava Antonioli a Carrara. I vigili del fuoco avevano lavorato per tutta la notte con l’aiuto delle fotoelettriche. Ad essere ritrovato per primo il corpo di Roberto Ricci, di 55 anni, poi è affiorato anche quello di Federico Benedetti, 46. Entrambi, erano alla cava, insieme al loro compagno di lavoro che si era salvato grazie all’imbracatura ed era rimasto sospeso nel vuoto. Fu colto da malore il direttore della cava. La procura di Massa, dopo la tragedia nella cava Antonioli di Carrara ha aperto una indagine per omicidio colposo, lesioni e disastro colposo. La pm titolare dell’indagine, Alessia Iacopini, aveva poi interrogato l’operaio sopravvissuto, Giuseppe Alberti, 48 anni. L’uomo allora in stato di choc avrebbe detto alla moglie di aver visto i due compagni scomparire sotto le rocce. L’operaio, che aveva una imbracatura, aveva riportato alcune contusioni per aver sbattuto contro il marmo mentre era rimasto sospeso in aria, prima di essere tratto in salvo dall’elicottero del 118.

Il direttore dei lavori Carlo Musetti, 63 anni, anche lui alla cava al momento della tragedia era stato colto da infarto e trasferito all’ospedale apuano. Anche un altro cavatore, colto da malore per aver assistito alla tragedia era stato medicato al pronto soccorso. Il 14 aprile di tre anni fa a Carrara e Massa venne proclamato il lutto cittadino, mentre tutti i lavoratori del settore del marmo scioperarono per l’intera giornata. Tra le autorità accorse sul luogo della disgrazia anche l’allora sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri. Ci furono poi tre indagati dalla procura di Massa per la frana nella quale sono morti due cavatori. Per tutti e tre i reati contestati sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose. Le indagini furono svolte dagli uomini del commissariato di polizia di Carrara diretti dal primo dirigente Corrado Mattana.

Oggi è un giorno triste per la città nel ricordo di Roberto e Federico, due cavatori amatissimi e che nessuno ha mai dimenticato. Una tragedia che aveva sconvolto la comunità di Carrara che troppe volte ha pianto i morti alle cave.