Alteta si mobilita. Centinaia di firme per evitare la chiusura della scuola primaria

E’ necessaria la formazione di una prima per l’anno prossimo. Ora ci sono due classi ma una è di quinta. Appello alle forze politiche.

Alteta si mobilita. Centinaia di firme per evitare la chiusura della scuola primaria

Alteta si mobilita. Centinaia di firme per evitare la chiusura della scuola primaria

Sono già centinaia le firme raccolte dagli abitanti di Alteta, che si sono riuniti in un comitato, per evitare la chiusura della scuola elementare. I cittadini della piccola frazione massese sono pronti a mobilitarsi per far sì che l’attività scolastica, presente e attiva da circa 60 anni, non venga definitivamente sospesa. L’appello dei cittadini è rivolto a tutti, in particolare ai rappresentanti di Alteta eletti in consiglio comunale. La richiesta è quella di mettere all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale una risoluzione del problema, rivolta principalmente all’amministrazione comunale e al sindaco di Massa, Francesco Persiani.

La chiusura definitiva della scuola elementare si potrebbe evitare con la formazione di una nuova classe 1ª per l’anno 2024. I problemi derivano anche dalla decisione della direzione didfattica di Romagnano di non far partire nel 2022 la creazione di una prima classe della primaria perchè i 7 iscritti furono considerati insufficienti, anche se la richiesta delle mamme degli alunni di formare una classe sotto numero in un primo tempo era stata accolta. Attualmente nella scuola sono presenti due classi ma una di queste è una 5ª che alla fine di quest’anno terminerà il suo percorso scolastico. Ora occorre sostituirla con una prima.

Inizialmente la scuola primaria di Alteta aveva anche un asilo annesso, in un secondo momento ci fu la fusione della scuola primaria e dell’asilo con la scuola primaria e l’asilo in Candia, così da formare un’unica scuola primaria ad Alteta e un unico asilo in Candia. Questa fusione ha permesso all’attività didattica di proseguire per anni.

Il comitato di Alteta chiede un incontro alla direzione didattica di Romagnano per cercare di risolvere il problema, magari formulando nuove proposte, ma chiede un sostegno a tal proposito anche dalle forze politiche. Sono anni che la piccola frazione lotta per la propria sopravvivenza. Una battaglia iniziata a causa anche dell’inquinamento creato dalle industrie del polo chimico.