Carrara
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Carrara, 4 dicembre 2019 - Sempre con il megafono in mano. Così vogliamo ricordare Paolo Carusi, comunista di una generazione in estinzione, testimone di un mondo che non c’è più. Anche senza altoparlante, Carusi non viveva sottovoce. Sempre in prima linea a difendere i valori di una sinistra che adesso non esiste più. Si è spento ieri a 75 anni, già consigliere comunale negli anni ’90, anima di punta di quel Pci di cui abbiamo soltanto un lontano ricordo.

Sempre presente nelle battaglie per i diritti di tutti, Carusi organizzò il congresso il 7 dicembre del 1991 al cinema Garibaldi con cui dette vita a quel partito della Rifondazione in cui militò fino alla fine. Particolarmente sensibile alla vita culturale della città, Carusi si impegnò per portare concerti di star internazionali come i Dire straits e Peter Tosh. Con lui acquistò una vivace attività culturale il circolo Arci e prima ancora il celebre circolo Victor Jara da cui passarono grandi nomi che soltanto un visionario e chi sapeva guardare davvero avanti poteva invitare. Erano gli anni in cui pochi conoscevano Roberto Benigni che tenne uno spettacolo in città.

Dopo la parentesi in Comune gestì il locale del Porcospino che per parecchi anni animò di giovani il quartiere di Nazzano. Organizzò le feste di Rifondazione da cui passarono grandi autori come Gaber, Paolo Rossi e Vergassola. Lo ricorda tutto il popolo della sinistra, in particolare l’amico di tante battaglie Piero Marchini: «L’impegno di Paolo fu sempre presente. Fu lui a organizzare il congresso del 7 e 8 dicembre del 1991, quando fondammo in città il partito della Rifondazione». Ultimamente si era dato alla scultura e ogni primo maggio nella sua abitazione in provincia di Savona richiamava «i comunisti sparpagliati». I funerali oggi a Borgata Crosa dove viveva con la compagna Bernarda.