
Bancarelle nel centro di Pontremoli per l’apertura di Medievalis
Federico II è alle porte: il ritorno al medioevo anima per quattro giorni momenti di storia e folclore a Pontremoli, già libero comune che seppe tenere lontano il dominio dei Malaspina. Sbandieratori, armigeri, musici, mercanti e falconieri sono protagonisti, sino a domenica, di uno spettacolo dal sapore antico, uscito come per incanto dalla macchina del tempo in cui la storia diventa lo sfondo di un set cimematografico tra verosimile e suggestione. Oltre 200 i figuranti, che ricordano come si viveva oltre 8 secoli fa. La kermesse, giunta alla 18ª edizione, organizzata dal gruppo storico Compagnia del Piagnaro, è tra quelle regionali più affascinanti tanto da attirare quasi 80mila turisti ogni volta, fra rievocazioni e bancarelle all’ombra della Cortina di Cacciaguerra, fatta innalzare da Castruccio Castracani per dividere le fazioni guelfe e ghibelline.
Scene di vita quotidiana si alterneranno a tenzoni come la Disfida tra le fazioni cittadine e il contado per assicurarsi il Palio, al giuramento dei templari e al movimento scenico di spettri, eretici, saltimbanchi, mangiafuoco e trampolieri. Poi una girandola di eventi, dai combattimenti simulati tra armigeri alle danze delle damigelle di corte al corteggio, preambolo all’arrivo dello “stupor mundi”, l’imperatore Federico II che concesse a Pontremoli nel 1226 il diploma di libero comune. Un passo indietro nella storia per costruire un futuro turistico. "Crogiolo di culture, arti, mestieri, musiche e danze la storia medievale di Pontremoli rappresenta un’ ottima promozione per il turismo culturale". Così il sindaco Jacopo Ferri esprime l’augurio per il successo della manifestazione e rivolge un ringraziamento agli organizzatori della Compagnia del Piagnaro.
I negozi si trasformano e gli abitanti indossano costumi medievali, nelle piazze vengono allestiti intrattenimenti e bancarelle a tema. Il travestimento e la maschera recuperano entusiasmi per obiettivi comuni: rilanciare l’economia della città, svelare tutte le potenzialità e vocazioni di un borgo antico. Un tesoro lasciato dagli antenati che va utilizzato per bloccare il decremento demografico e la carenza di opportunità incentivando lo spirito imprenditoriale soprattutto quello giovanile.
"Per organizzare Medievalis ci vogliono 9 mesi di lavoro", spiega Manuel Buttini, presidente della Compagnia del Piagnaro, che dal 2005 anima le fantasie retrò della città e svela i segreti della manifestazione. Dietro le quinte dell’evento occorre fare i conti con una complicata ragnatela di rapporti. "Ad occuparsi della macchina organizzativa – aggiunge – sono 120 i soci della compagnia del Piagnaro, poi ci sono altri 130 artisti e figuranti esterni, protagonisti degli spettacoli. Ci vediamo due giorni la settimana tutto l’anno per mettere a punto nei minimi particolari la rievocazione. Quest’anno gli stand gastronomici sono 12: sono tutti volontari aderenti alle diverse associazioni. Nella Compagnia ognuno ha il proprio compito. Un impegno spesso faticoso soprattutto quando siamo alla vigilia, anche perché ad ogni edizione cerchiamo di trovare nuove soluzioni sceniche".
Natalino Benacci